Nell’intervista al Corsera Maldini conferma che Pirlo era l’unico suo candidato perché, se gli altri 2 sono sotto contratto, di fatto è così. A quel punto allora poteva aggiungere anche Chivu e Gasperini (per dire due nomi) e i candidati sarebbero stati 5? Trovo incredibile l’affermazione “il presidente mi ha detto che non potevo toccare allenatori di squadre di serie A”. Prima che il presidente
avrebbero dovuto suggerirglielo (nell’ordine) l’etica, il buon senso, l’opportunità, il diritto.
Omette poi che Malagò aveva effettivamente avallato (credo obtorto collo) la scelta di Pirlo che tutti i giornali e telegiornali lanciarono come scelta fatta da Malagò, Maldini e Leonardo per 4 anni di contratto a 1,5 milioni venerdì 24 luglio, dopo il rifiuto “per stanchezza” di Guardiola. E prima che su Pirlo emergesse il problema che Maldini definisce “pretesto” ma che era un tema serio di opportunità per una parte dell’opinione pubblica italiana che andrebbe comunque rispettata.
In qualsiasi organizzazione (a maggior ragione in una molto politica, come il calcio italiano) ma anche in un’azienda, se capisci che il tuo candidato non passa, devi avere il piano B e il piano C. Se ne fai una questione pregiudiziale non vai da nessuna parte. E questo mi fa nutrire seri dubbi sulle possibilità di condurre un progetto enormemente politico come la riforma del calcio italiano con questa impostazione.
Le Olimpiadi Milano-Cortina hanno lasciato un debito superiore al miliardo (e la stima è in aumento). Denaro pubblico perché a dispetto dello status privatistico della Fondazione MiCo, il debito grava su governo e regioni.
A dispetto della immancabile retorica che li avvolge, i grandi eventi sportivi sono un rogo di denaro pubblico. Le Olimpiadi di Londra 2012 furono un caso esemplare: un costo che superò i 15 miliardi di sterline (sforando le previsioni del 76%) per uno stock di capitale fisso di cui non si sono visti i ritorni.
Nel 2012 il governo Monti bocciò la candidatura di Roma rifiutando di erogare la garanzia governativa per gli sforamenti dei budget, in pratica una cambiale in bianco poiché non era dato prevederne neppure l’importo. In una celebre conferenza stampa Monti definì “poco responsabile” per il momento che stava attraversando il Paese assumere un rischio simile. Mai decisione fu più opportuna.
amp.today.it/dossier/economi…
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Sometimes football explains organisations better than management textbooks.
Delighted our paper "Developing Management Theory from Sports: Insights from Association Football" has been accepted by Sport, Business, Management.
With @AFGiudice & @aversapaolo
@BayesBSchool
Alessandro F Giudice retweeted
🚨 NEW: The Tories have mocked Lucy Powell's grammar in a post celebrating her appointment as Education Secretary
Cerchiamo di chiarire quanto scritto su #Foden a beneficio dei soliti che non capiscono. Come detto anni fa su Vlahovic, i costi di un’operazione Foden non somo nei parametri di nessun club italiano. Vlahovic non era alla portata della Juve, come i fatti hanno dimostrato, ma la Juve lo comprò, suicidandosi. Anche ora a nessuno è vietato fare operazioni autolesionistiche.
I berci sguaiati di Adani sono imbarazzanti #InghilterraArgentina
Pochi sanno che “soccer” non è un vocabolo americano ma inglese. Nelle public schools inglesi dell’800 (Eton, Cambridge ecc) in cui il calcio moderno nacque e fu inizialmente codificato, “soccer” era un gergo che gli studenti usavano, una crasi colloquiale di “association football” come veniva (e viene tuttora chiamato) il calcio in Inghilterra. Poi il termine ha varcato l’oceano e gli americani lo hanno adottato per distinguerlo dal loro football.
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Prosegue il tour di Pino Arlacchi come "candidato a Segretario Generale delle Nazioni Unite". Ma non è candidato a nulla, perché nessuno stato al mondo l'ha indicato. Mentre i candidati veri (qui la lista un.org/en/sg-selection-and-a…) stanno facendo il processo di selezione con le audizioni all'Assemblea generale dell'Onu, Arlacchi fa campagna elettorale in Italia sul Fatto quotidiano e con il putiniano reduce dal Donbas Alberto Fazolo.
ilfoglio.it/cronaca/2026/06/…
Alessandro F Giudice retweeted
Dieci anni fa i vip pugliesi (Al Bano, Caparezza, Negramaro, Emma Marrone, etc) lanciarono una campagna social complottista su Xylella per "difendere gli ulivi". Ora, dopo 21 milioni di alberi seccati, sono spariti: a difendere gli ulivi c'è Helen Mirren. ilfoglio.it/cronaca/2026/06/…
Solo a Roma può capitare di uscire a correre la domenica mattina e incontrare De Gregori in bicicletta sul lungotevere
Su @Corsport oggi proviamo a ragionare sul caos #Milan. #Cardinale dedicherà l’estate a rivalutare tutto e tutti. Giusto. Ma la domanda che viene prima è un’altra: chi ha disegnato questa struttura? #RedBird prometteva la proprietà americana moderna: organizzazione chiara, catena di comando efficace, dati, visione sistemica. Ha attuato invece un modello ibrido a geometria variabile, perimetri di autorità mai tracciati con chiarezza, una semi-delega che lasciava i manager esposti senza vera autonomia e l’azionista coinvolto senza visibile responsabilità operativa.
In 4 anni l’area tecnica è stata rivoluzionata 4 volte. Ogni cambio presentato come la soluzione definitiva. Nessuno lo è stato.
Valutare le persone senza rivalutare il modello è il modo più sicuro per ripetere gli stessi errori con facce nuove. Il Milan ha già visto questo film.
La domanda vera non è chi sostituire. È se chi ha il potere di cambiare le cose abbia anche la lucidità di riconoscere fino a dove arriva la propria parte di responsabilità. Dichiarare delusione non è la stessa cosa. Quella la provano anche i tifosi.














