Il dolore è il prezzo che paghiamo per l’amore. Non lo superi, non lo attraversi; ci cammini assieme.

Italy
Joined April 2007
Replying to @nonexpedit
Il testo è mio. Ma qualsiasi cosa dica ormai il mantra è dire “lo hai fatto con AI” per evitare argomento. Non dico che non la uso. Scrivo un articolo/post e poi chiedo fonti e correzioni ortografiche ad AI . Poi a me se ci credete o meno interessa poco Ti posto un esempio di oggi anche se non sarei tenuto a farlo…
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La vicenda dell’OPA su SEIF merita qualche considerazione meno emotiva e qualche numero in più. 1. L’operazione è perfettamente lecita. @LeonardoMDV_95 ha annunciato un’offerta potenziale da 7,15 milioni di euro, con un premio del 30% sul prezzo di Borsa del 23 ottobre. Possiede già il 30% del Giornale e, attraverso LMDV Media, l’80% di Editoriale Nazionale. Esiste dunque un contesto industriale preciso. Questo non prova la bontà dell’investimento, ma nemmeno consente di liquidarlo automaticamente come un tentativo di censura. 2. Per entrare nella governance non occorre comprare il Fatto. Lo statuto SEIF disciplina il voto di lista e la rappresentanza delle minoranze. Nella disciplina statutaria esaminata, il 10% del capitale consente di presentare una lista e la seconda lista non collegata alla prima può ottenere un amministratore. Un’ipotesi alternativa all’acquisizione totalitaria, da verificare sul testo statutario definitivamente vigente. 3. Il limite del 17% non è una barriera assoluta. È il tetto ordinario di possesso azionario. Lo stesso statuto prevede che venga meno al raggiungimento dell’82,9% attraverso un’OPA. È esattamente la soglia indicata da Del Vecchio. Acquistare partecipazioni attraverso società controllate o prestanome non permetterebbe invece di aggirare legittimamente il limite. 4. Il calendario offre un’altra possibilità. Il CdA attuale resterà in carica fino all’approvazione del bilancio 2026, presumibilmente nella primavera 2027. Un investitore di minoranza potrebbe quindi prepararsi al rinnovo del consiglio. Un amministratore avrebbe accesso alle informazioni societarie necessarie al proprio incarico, con precisi obblighi di riservatezza. 5. C’è una questione finanziaria che non scompare rifiutando l’offerta. KPMG ha richiamato aspetti relativi alla continuità aziendale nei documenti contabili di SEIF. LMDV stima un possibile fabbisogno fino a quattro milioni di euro in 24 mesi. È una valutazione dell’acquirente, non una certificazione dei revisori. Ma la domanda resta: con quali risorse i soci intendono sostenere il piano industriale? 6. Gli insulti non sono un piano industriale. Del Vecchio ha definito i giornalisti del Fatto «ratti del giornalismo». Un linguaggio non consono di chi ambisce a diventare editore. Travaglio ha risposto evocando morfina e denti del giudizio. Un confronto di notevole spessore se fossimo nei peggiori bar di Caracas 7. La libertà di stampa è una questione seria. La tempistica dell’offerta, successiva alle inchieste e agli attacchi reciproci, giustifica interrogativi sulle intenzioni dell’imprenditore. Ma trasformare un sospetto in una certezza richiede prove. Del Vecchio, peraltro, ha dichiarato di voler mantenere Travaglio alla direzione e garantire l’autonomia della redazione. Promesse da verificare, certamente. Come le accuse rivoltegli. I soci fondatori hanno pieno diritto di non vendere. Del Vecchio ha diritto di proporre un’acquisizione e di valutare altre forme di investimento consentite dallo statuto. Rimane una domanda piuttosto semplice: se il problema è davvero la tutela dell’indipendenza editoriale, perché non discutere pubblicamente di garanzie statutarie, governance e risorse finanziarie?
"L'oligarca Del Vecchio contro la stampa libera" Leggi il Fatto Quotidiano 👉 ilfat.to/primapagina #ilfattoquotidiano
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Fabio Lazza retweeted
La Russia è ormai una provincia cinese. Se volete farvi due risate con i fantastici traguardi raggiunti dai russi, consiglio la visione di questo video 👇
Replying to @Gyruum
Se volete vedere il video su come Putin sta svendendo la Russia, questo è il link, iscrivetevi al canale per rimanere aggiornati. youtu.be/YDuXtxgbpqE?is=OHK8… 😊💙
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Tanti si ostinano a leggere quanto sta accadendo in #Serbia esclusivamente attraverso la lente della geopolitica, chiedendosi quanto le forze emerse da queste proteste e dalla vittoria elettorale siano antirusse. Ma così facendo perdono di vista il punto fondamentale:le ragioni/1
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SEIF, editrice del @fattoquotidiano , rispedisce al mittente l’interesse di Del Vecchio: i soci fondatori, che detengono la maggioranza del capitale, non intendono vendere. Legittimo. Ma la questione interessante è un’altra. Nell’operazione annunciata da @LeonardoMDV_95 vengono richiamati i rilievi di KPMG sulla continuità aziendale e viene ipotizzato un fabbisogno finanziario fino a 4 milioni di euro. Se i soci non vogliono vendere, come intendono affrontare queste criticità? E soprattutto, con quali risorse? Rifiutare un’offerta è un diritto. Spiegare come si intende garantire la sostenibilità finanziaria della società quotata sarebbe altrettanto opportuno. La due diligence avrebbe consentito di approfondire proprio questi aspetti. Sarebbe interessante conoscere le risposte, indipendentemente da chi voglia comprare il giornale.
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Quando dite per scherzo a qualcuno “io ti compro e ti metto in giardino” non vi chiamate evidentemente @LeonardoMDV_95 .
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Forse fra pochi giorni ci liberiamo di questo pericoloso criminale. Un assassino che usa la paura per rimanere al potere ed evitare i suoi pesanti guai giudiziari.
תקראו את הדברים החשובים של יובל בלומברג: מדינת ישראל נמצאת בסכנה קיומית אמיתית ומוחשית. אם האיראנים ישיגו גרעין, שום דבר כבר לא ישנה יותר. הכל כל כך טפל אל מול הסכנה הקיומית של איראן והציר השיעי. הסערות המבוימות והמומצאות חדשות לבקרים נועדו להסיט את תשומת הלב מהדבר האחד שהוא החשוב ביותר: סיום העבודה באיראן. זה נוגע בקיום הפיזי של כל אדם ואדם כאן. יש לנו עוד שנתיים של טראמפ לסיים את העבודה באיראן, ואין לדעת מה יהיה לאחר מכן, אם זו תהיה קמאלה האריס, או תואם מאמדני כלשהו. זה חלון הזמן שנותר לנו כדי להשלים את העבודה הנדרשת כדי להבטיח את הקיום הפיזי שלנו לשנים הבאות. כל משאבי המדינה הנדרשים, צריכים להיות מושקעים במשימה הזו. קטאר, חרדים, אוריך, גיוס, התראות. הכל מסך עשן ענקי כדי להסתיר את הנושא היחיד שניצב מעל כולם בפער. אם יפלו במרכז הארץ שתי פצצות אטום, את מי יעניינו כל סערות הסרק האלה? הדורות הבאים לא יסלחו לנו אם נפספס את חלון ההזדמנויות ההיסטורי שמאפשר לנו לנסות ולהשלים את המשימה הקריטית ביותר שעומדת בפני הדור שלנו. זה לא יקרה עם ראש ממשלה שמוחזק בצווארו על ידי האחים המוסלמים וסייעני הטרור. זה לא יקרה עם ראש ממשלה שלא מסוגל להרים את הטלפון ולנהל שיחה אינטימית רציפה עם טראמפ. זה לא יקרה עם ראש ממשלה שלא מסוגל לעמוד בלחץ של ראיון טלויזיה. השינאה לנתניהו, ככל שהיא עולם ומלואו עבור מחנה שלם, לא תעזור מול הגרעין האיראני. כל אחד שדואג לקיום הפיזי שלו, של משפחתו, ושל אהוביו, ידו צריכה לרעוד לפני שהוא בוחר במישהו שלא יהיה מסוגל להשלים את המשימה, ובכך לדון את עצמו ואת משפחתו לסכנה של שואה שניה, בגלל השינאה הפוליטית שלו או בגלל סערת דמה מטופשת וחסרת חשיבות.
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נתניהו אמר בקולו שאיראן כבר לא איום קיומי ושהנצחון עליה יעמוד לדורות x.com/IsraeliPM/stat… x.com/IsraeliPM_heb/…
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Fabio Lazza retweeted
A Milano migliaia di giovani in strada contro il governo Meloni. A differenza di una settimana fa, nessun disordine se non alcuni controlli preventivi della polizia. Tantissimi giovani hanno manifestato in modo pacifico contrariamente a quanto successo in altre piazze come Roma e Bologna.
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Our conversation with the American side in Oslo was accompanied by three challenges. These were the shortage of air defense, restrictions on Starlink/Starshield, and restrictions on intelligence sharing from the United States of America. I am grateful to the Americans and our team that two of these issues – intelligence and Starlink/Starshield – have been resolved as of today. The issue of air defense remains. There is progress on missiles for Patriot systems, but things are moving very slowly. More slowly than Russian missiles fly. You cannot say, “Yes, we will give the missiles to you,” and then not deliver them for a month or two. It simply does not work that way. From an interview with Alla Mazur for TSN Week on 1+1, as part of the United News telethon. (1/5)
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Caro @VincenzoDeLuca ora sostituisci albanesi con russi, vigili con ucraini e paese demenziale con il tuo NOME e avrai la tua storia….
.@VincenzoDeLuca parla dell’Ucraina per quattro minuti, distribuendo patenti di stupidità con la consueta arroganza di chi considera il resto del mondo una classe di somari. Peccato che, appena si controllano le sue affermazioni, il ciuccio sia lui 1. LA RUSSIA NON AVANZA, QUINDI NON È PERICOLOSA. Secondo De Luca, se Putin fatica ad avanzare in Ucraina, temere una minaccia russa per l’Europa è un’idiozia. Vincenzo, ma ci sei o ci fai? La Russia è fermata da un esercito che combatte da anni, sostenuto dalle armi occidentali. Proprio quelle che continui a mettere in discussione. È come vedere un incendio contenuto dai pompieri e concludere che il fuoco non sia pericoloso. Magari proponendo di mandare a casa i pompieri. E comunque la Russia non deve arrivare con i carri armati a Milano per minacciarci. Sabotaggi, cyberattacchi e operazioni ibride esistono già. eeas.europa.eu/eeas/eu-actio… 2. L’UCRAINA DEVE CEDERE TERRITORI. De Luca sostiene che nei sette anni precedenti l’invasione non sia stato fatto nulla per conciliare gli interessi di Russia e Ucraina. Gli accordi di Minsk? Il formato Normandia? Anni di negoziati? Cancellati. Ma il peggio arriva dopo: l’Ucraina deve perdere territori. Perché? Perché Putin li ha occupati? Perché Mosca si sente minacciata? Splendido principio. Un prepotente ti sfonda la porta, occupa due stanze e arriva De Luca a spiegarti che devi lasciargliele per ristabilire l’equilibrio. Ma a Salerno fa i video a chi lascia frigor e parla di schiaffoni. Lanciafiamme durante il covid. Lo sceriffo coniglietto con Putin e duro con i campani Fonte: osce.org/ru/cio/140221 3. LA GERMANIA AVREBBE SPAVENTATO PUTIN. Qui De Luca litiga direttamente con il calendario. Sostiene che il riarmo tedesco sia una delle preoccupazioni russe dietro il conflitto. La Russia invade il 24 febbraio 2022. La Germania annuncia la svolta sul riarmo il 27 febbraio. Tre giorni DOPO. Le preoccupazioni russe precedenti possono essere discusse. Ma spiegare l’invasione con il riarmo annunciato in risposta all’invasione richiede una notevole fantasia. A Salerno devono aver inventato la geopolitica retroattiva. bundestag.de/dokumente/texta… 4. SOLO LA GERMANIA SI RIARMA. Polonia, Baltici, Scandinavia: scomparsi. Il SIPRI registra nel 2025 un aumento del 14% della spesa militare europea. Si può discutere se questi investimenti siano sufficienti. Ma raccontare che si stia riarmando soltanto Berlino significa ignorare quello che succede nel resto del continente. sipri.org/publications/2026/… 5. LA CRISI SOCIALE. Quando gli argomenti militari finiscono, De Luca tira fuori salari, carburanti, agricoltura e difficoltà economiche. Problemi serissimi. Ma chi ha stabilito che difendere l’Ucraina impedisca di affrontarli? De Luca costruisce una contrapposizione senza dimostrarla, poi la usa per liquidare come irresponsabile chi sostiene la difesa europea. E alla fine il risultato è sempre lo stesso. Putin invade, ma l’Ucraina deve cedere territori. Putin minaccia, ma gli europei sarebbero degli idioti a preoccuparsi. La Russia scatena la guerra, ma il problema diventa la Germania che si riarma. De Luca riconosce formalmente la colpevolezza di Putin, poi passa il resto del discorso a presentare il conto agli aggrediti. Il tutto accompagnato da quell’insopportabile tono da professore che deve spiegare il mondo a una platea di deficienti. Caro De Luca, può anche avere opinioni discutibili. Ma se decide di trattare tutti da imbecilli, almeno si prenda il disturbo di studiare ciò di cui parla. Perché l’arroganza non è competenza e alzare la voce non rende meno assurdo un ragionamento. Continua a ripetere che bisogna smetterla di raccontare idiozie. Ecco comincia.
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.@VincenzoDeLuca parla dell’Ucraina per quattro minuti, distribuendo patenti di stupidità con la consueta arroganza di chi considera il resto del mondo una classe di somari. Peccato che, appena si controllano le sue affermazioni, il ciuccio sia lui 1. LA RUSSIA NON AVANZA, QUINDI NON È PERICOLOSA. Secondo De Luca, se Putin fatica ad avanzare in Ucraina, temere una minaccia russa per l’Europa è un’idiozia. Vincenzo, ma ci sei o ci fai? La Russia è fermata da un esercito che combatte da anni, sostenuto dalle armi occidentali. Proprio quelle che continui a mettere in discussione. È come vedere un incendio contenuto dai pompieri e concludere che il fuoco non sia pericoloso. Magari proponendo di mandare a casa i pompieri. E comunque la Russia non deve arrivare con i carri armati a Milano per minacciarci. Sabotaggi, cyberattacchi e operazioni ibride esistono già. eeas.europa.eu/eeas/eu-actio… 2. L’UCRAINA DEVE CEDERE TERRITORI. De Luca sostiene che nei sette anni precedenti l’invasione non sia stato fatto nulla per conciliare gli interessi di Russia e Ucraina. Gli accordi di Minsk? Il formato Normandia? Anni di negoziati? Cancellati. Ma il peggio arriva dopo: l’Ucraina deve perdere territori. Perché? Perché Putin li ha occupati? Perché Mosca si sente minacciata? Splendido principio. Un prepotente ti sfonda la porta, occupa due stanze e arriva De Luca a spiegarti che devi lasciargliele per ristabilire l’equilibrio. Ma a Salerno fa i video a chi lascia frigor e parla di schiaffoni. Lanciafiamme durante il covid. Lo sceriffo coniglietto con Putin e duro con i campani Fonte: osce.org/ru/cio/140221 3. LA GERMANIA AVREBBE SPAVENTATO PUTIN. Qui De Luca litiga direttamente con il calendario. Sostiene che il riarmo tedesco sia una delle preoccupazioni russe dietro il conflitto. La Russia invade il 24 febbraio 2022. La Germania annuncia la svolta sul riarmo il 27 febbraio. Tre giorni DOPO. Le preoccupazioni russe precedenti possono essere discusse. Ma spiegare l’invasione con il riarmo annunciato in risposta all’invasione richiede una notevole fantasia. A Salerno devono aver inventato la geopolitica retroattiva. bundestag.de/dokumente/texta… 4. SOLO LA GERMANIA SI RIARMA. Polonia, Baltici, Scandinavia: scomparsi. Il SIPRI registra nel 2025 un aumento del 14% della spesa militare europea. Si può discutere se questi investimenti siano sufficienti. Ma raccontare che si stia riarmando soltanto Berlino significa ignorare quello che succede nel resto del continente. sipri.org/publications/2026/… 5. LA CRISI SOCIALE. Quando gli argomenti militari finiscono, De Luca tira fuori salari, carburanti, agricoltura e difficoltà economiche. Problemi serissimi. Ma chi ha stabilito che difendere l’Ucraina impedisca di affrontarli? De Luca costruisce una contrapposizione senza dimostrarla, poi la usa per liquidare come irresponsabile chi sostiene la difesa europea. E alla fine il risultato è sempre lo stesso. Putin invade, ma l’Ucraina deve cedere territori. Putin minaccia, ma gli europei sarebbero degli idioti a preoccuparsi. La Russia scatena la guerra, ma il problema diventa la Germania che si riarma. De Luca riconosce formalmente la colpevolezza di Putin, poi passa il resto del discorso a presentare il conto agli aggrediti. Il tutto accompagnato da quell’insopportabile tono da professore che deve spiegare il mondo a una platea di deficienti. Caro De Luca, può anche avere opinioni discutibili. Ma se decide di trattare tutti da imbecilli, almeno si prenda il disturbo di studiare ciò di cui parla. Perché l’arroganza non è competenza e alzare la voce non rende meno assurdo un ragionamento. Continua a ripetere che bisogna smetterla di raccontare idiozie. Ecco comincia.
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. @giuseppeantoci6 @MarioFurore @CarolinaMorace @VPalmisanoM5S @gaepedulla @PTridico Tamburrano e Avrati Gli otto del M5S che hanno votato contro la risoluzione sugli attacchi russi, in compagnia dell’estrema destra europea. Dovevano aprire il Parlamento come una scatoletta di tonno. Alla fine hanno aperto una scatoletta di Beluga. E Putin ha pure portato crostini.
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Bucha. It was a genocide, recognized by everyone. They buried hundreds of people. They tortured people. We found the grave. There were, I believe, around 500 people. When we liberated those towns near Kyiv, there emerged this, you know, this kind of hatred for the Russians, right at that moment. Not even at the moment when they started the full-scale war. Back then nobody understood what it really was yet. People understood what this war was and what Putin did personally when we found those mass graves of tortured adults, children. I mean they didn't just kill them, they tortured and killed them. When we liberated Bucha, I said, bring every journalist here. Don't touch anything, just bring the journalists. The whole world simply has to see this. Imagine finding a mass grave in the U.S. or in Britain, God forbid, with 500 tortured people, adults, kids, dogs, animals shot dead. I mean, they held hunting sprees there from military vehicles. People were running, they were shooting, just hunting, playing games. They literally just played with people, like slavery. So how, after this, can you listen to Putin? And how, after this, can you forgive? From The Diary of a CEO podcast with Steven Bartlett. (2/3)
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Marco Travaglio, nel suo editoriale «Una nuova Yalta», torna a spiegare come dovrebbe finire la guerra in Ucraina. Ma tra ciò che propone e ciò che sarebbe realmente negoziabile ci sono parecchi problemi. 1. Istanbul 2022. Il presunto veto anglo-americano che avrebbe impedito la pace viene raccontato come un fatto accertato. Peccato che la ricostruzione di Foreign Affairs, basata anche sulle bozze negoziali, descriva una situazione diversa. Restavano divergenze enormi sulle dimensioni dell’esercito ucraino, sulle garanzie di sicurezza e sui territori. Gli occidentali erano scettici, ma non risulta dimostrato alcun accordo già pronto e sabotato da Londra o Washington. foreignaffairs.com/ukraine/t… reuters.com/world/europe/wha… 2. Putin più prudente di Zelensky. Travaglio riconosce che Putin mente, ma sembra attribuire importanza alla maggiore cautela delle sue dichiarazioni. Un criterio curioso per giudicare chi ha violato gli impegni di Budapest, occupato la Crimea e invaso l’Ucraina. Da quando la prudenza verbale compensa le violazioni degli accordi? treaties.un.org/Pages/showDe… 3. Il 21% dell’Ucraina alla Russia. Perché proprio il 21%? Zelensky ha già aperto al congelamento dell’attuale linea del fronte. Si possono fermare i combattimenti senza riconoscere come russe le terre occupate. Perché pretendere anche la cessione giuridica dei territori? E soprattutto, perché concedere a Mosca più di quanto controlla militarmente? digitallibrary.un.org/record… lastampa.it/esteri/2026/10/2… 4. Le condizioni di Putin. Territori, neutralità, rinuncia alla NATO, ridimensionamento dell’esercito e dell’industria militare. Praticamente l’intero elenco delle richieste russe. Ma che negoziato sarebbe quello in cui l’Ucraina deve accettare tutto e la Russia quasi nulla? Dove sono le contropartite? Quali territori restituirebbe Mosca? Quali obblighi assumerebbe? Quali verifiche accetterebbe? un.org/en/about-us/un-charte… 5. Le garanzie di sicurezza. Travaglio ipotizza qualcosa di simile all’articolo 5 NATO, salvo dubitare lui stesso della sua efficacia. Dunque Kyiv dovrebbe rinunciare alle proprie alleanze, ridurre l’esercito e affidarsi a garanzie delle quali nemmeno chi propone l’accordo sembra fidarsi. nato.int/cps/en/natohq/offic… 6. Una nuova Yalta. Travaglio immagina un’intesa tra grandi potenze e richiama anche Helsinki 1975. Ma Helsinki sancisce l’integrità territoriale e la libertà degli Stati di scegliere le proprie alleanze. Come si concilia tutto questo con una sistemazione imposta all’Ucraina da altri? osce.org/helsinki-final-act Infine, Travaglio sostiene che un accordo simile avrebbe evitato anni di guerra. Come può saperlo? Chi ha dimostrato che Putin lo avrebbe firmato, rispettato e considerato definitivo? Travaglio descrive le richieste russe come se fossero già i termini ragionevoli di un accordo. Ma una trattativa serve proprio a discutere quelle richieste, non a ratificarle. E se il risultato fosse un’Ucraina più piccola, più debole e senza garanzie credibili, qualcuno dovrebbe almeno spiegare perché Putin dovrebbe fermarsi lì.
Una nuova Yalta Leggi l'editoriale completo in edicola e su ilfattoquotidiano.it 📷 ilfat.to/4z9HR7u
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Mi son fermato oggi pomeriggio a vedere questo video di @orsiniufficiale con @marattin dall’amico @a_monteleone . Le baggianate di Orsini sono davvero qualcosa di imbarazzante per un professore chiamato (scusa Antonino) ovunque come “esperto. Vediamo: 1. «Zelensky non ha mai fatto una proposta di pace». Falso. E indegno anche solo dirlo. È unico ad aver proposto veramente la pace! E basta poco per dimostrarlo. Marzo 2022: a Istanbul Kyiv propone persino la neutralità permanente in cambio di garanzie di sicurezza. Novembre 2022: Zelensky presenta al G20 un piano di pace in dieci punti. Giugno 2024: l’Ucraina organizza il vertice internazionale di pace in Svizzera. 11 marzo 2025: Kyiv accetta la proposta americana di un cessate il fuoco generale di 30 giorni. Lo certifica l’amministrazione Trump. Marzo 2025: l’Ucraina aderisce alle iniziative americane per una tregua energetica e per la sicurezza nel Mar Nero. 10 maggio 2025: Zelensky e quattro leader europei chiedono una tregua incondizionata di almeno 30 giorni. 7 ottobre 2026: Kyiv conferma la disponibilità a cinque formule di cessate il fuoco. 12 ottobre 2026: Zelensky propone nuovamente una tregua energetica reciproca. Otto precedenti, tutti documentati. Si possono contestare le condizioni, ma negare che siano state avanzate proposte è semplicemente falso. 2. «L’Ucraina ha perso quasi interamente lo sbocco al mare». Ma quale carta geografica sta guardando? Odessa, Chornomorsk e Pivdennyi sono ancora ucraini. I porti continuano a funzionare nonostante i bombardamenti. 3. «Se cadono Kramatorsk e Sloviansk, Putin arriva a Kyiv in un batter d’occhio». In quale universo militare? Parliamo di due città del sistema fortificato ucraino nel Donbas, difeso da anni. L’ISW considera estremamente improbabile una loro rapida conquista. Nell’ottobre 2026 i contrattacchi ucraini hanno persino complicato i piani russi. Per avanzare di appena 11 chilometri tra Bakhmut e Chasiv Yar, ai russi sono serviti circa 26 mesi. E dopo l’eventuale conquista? Kyiv resterebbe a oltre 500 chilometri in linea d’aria, con altre difese da superare e linee logistiche da sostenere. La perdita delle due città sarebbe grave, ma non aprirebbe automaticamente la strada alla capitale. Orsini salta dalla conquista ipotetica di due città a un’offensiva di centinaia di chilometri senza spiegare come dovrebbe realizzarsi. 4. La Germania. Orsini ricorda che nel 1990 alla Germania riunificata fu imposto un limite di 370.000 militari. Vero. Ma dimentica l’articolo 6 dello stesso trattato, che garantiva alla Germania la libertà di scegliere le proprie alleanze. Infatti rimase nella NATO. Citare un trattato omettendo proprio la disposizione che indebolisce la propria tesi è quantomeno singolare. 5. «Il problema non sono i territori, ma la postura geopolitica dell’Ucraina». Putin ha proclamato l’annessione di quattro regioni ucraine, comprese parti che nemmeno controllava. Pretende territori, neutralità e limitazioni militari. Ma secondo Orsini il problema territoriale sarebbe secondario. E da quando la Russia avrebbe acquisito il diritto di decidere il futuro politico e militare di un altro Stato? 6. Canada e Messico. Secondo Orsini non potrebbero ospitare basi russe o cinesi perché confinano con gli Stati Uniti. Una simile scelta potrebbe provocare una crisi diplomatica gravissima. Ma non esiste una norma internazionale che attribuisca agli Stati Uniti il diritto di vietarla, tantomeno di invadere un vicino. Orsini dedica molto tempo a spiegare perché Putin pretende un’Ucraina neutrale, disarmata e subordinata agli interessi russi. Molto meno a spiegare perché quelle pretese dovrebbero essere Ma c’è una domanda alla quale Orsini non risponde: una volta privata l’Ucraina delle alleanze e di una difesa militare adeguata, chi impedirebbe a Putin di invaderla nuovamente? Orsini si limita a illustrare le condizioni del Cremlino, senza dimostrare che accettarle garantirebbe una pace duratura.
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Decine di città, manifestazioni quasi simultanee, scontri con la polizia, vetrine sfondate e saccheggi. Davvero possiamo liquidare tutto come una coincidenza o come la solita protesta degenerata? A Milano alcuni minorenni hanno raccontato di essere stati reclutati attraverso chat Telegram, con la promessa di poter prendere scarpe e vestiti dai negozi che altri avrebbero saccheggiato. milano.corriere.it/notizie/c… Fermiamoci su questo particolare: altri avrebbero sfondato le vetrine. Chi? Come facevano a saperlo? Chi ha organizzato quei gruppi? E perché le chat sarebbero state cancellate? In Gran Bretagna, nel 2024, abbiamo già visto quanto rapidamente disinformazione e reti digitali possano contribuire a mobilitare gruppi violenti in città diverse. publications.parliament.uk/p… E allora proviamo a formulare uno scenario. E se qualcuno stesse sfruttando la marginalità sociale di gruppi di giovanissimi, anche figli di immigrati di seconda o terza generazione, per reclutarli senza che abbiano alcun interesse per le ragioni delle manifestazioni? Ragazzi che magari non sanno nemmeno cosa si stia contestando, ma sanno perfettamente dove andare perché qualcuno glielo ha comunicato, promettendo l’occasione di saccheggiare. E se queste mobilitazioni fossero coordinate tra città diverse? A quel punto arriva la domanda politicamente più scomoda: a chi conviene tutto questo? Perché le immagini di città devastate, negozi saccheggiati e poliziotti aggrediti producono paura, rabbia e una comprensibile richiesta di sicurezza. E sappiamo quanto quel sentimento possa incidere sulle scelte elettorali. Qualcuno potrebbe avere interesse ad alimentarlo deliberatamente? Oppure c’è chi si limita a sfruttare politicamente violenze organizzate da altri? Sono due scenari molto diversi. Nessuno dei due va dato per dimostrato. Ma sarebbe interessante sapere se le autorità stiano verificando eventuali collegamenti tra gli amministratori delle chat, i gruppi responsabili degli scontri e le mobilitazioni nelle diverse città. Chi recluta questi ragazzi? Chi impartisce le istruzioni? Chi organizza chi sfonda le vetrine? Esistono canali comuni? E soprattutto, chi trae vantaggio da questa violenza? Sto chiedendo di verificare se esista una regia organizzativa e, nel caso, quali interessi la muovano. Perché arrestare chi saccheggia è necessario. Ma se qualcuno lo ha mandato lì apposta, fermarsi al ragazzino con le scarpe rubate significa lasciare indisturbato chi ha organizzato tutto. @Piantedosim @GuidoCrosetto @GiorgiaMeloni @BeppeSala
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Ora sappiamo che @elonmusk ga ordinato di rallentare Starlink, ostacolando i droni ucraini. E Trump potrebbe essere stato informato prima. wsj.com/world/ukraine-starli…⁠ @SecRubio assicura: «Non stiamo negando deliberatamente nulla all’Ucraina. Dobbiamo bilanciare gli obblighi verso i partner e i nostri standard». Bene, ora cominciamo a capire i vostri standard: ostacolare chi si difende, favorire chi bombarda e lasciare morire gli ucraini
SECRETARY RUBIO: There's nothing being deliberately denied to Ukraine. It's simply a balance between our obligations to other partners, and frankly, our own standards and requirements for our own facilities as well.
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Anche i Patriot… Trump è un asset russo.
Breaking news: The Trump administration has not approved the transfer of interceptor missiles to Ukraine that are needed to protect the country from Russian attacks, officials said, a delay that comes as President Trump has embraced Russia in recent weeks. wapo.st/4yCb7T7
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Forse non è chiaro. Allora vi pubblico uno studio enorme e ve ne linko un secondo Questo articolo tratta delle percezioni dei servizi segreti occidentali in merito alle attività di influenza russe, che saranno riassunte in dieci punti. In vari modi, tutti questi risultati sono già stati trattati in altri lavori accademici e mostrano anche una continuità delle attività di influenza risalenti alla Guerra Fredda. 
La Russia rappresenta la principale minaccia. 
La Russia svolge attività di influenza politica, il cui scopo principale è indebolire l'Unione Europea (UE) e la NATO. 
La Russia sta prendendo di mira intere popolazioni; il suo approccio è quello del "divide et impera". 
La Russia si serve delle minoranze, dei rifugiati e degli estremisti per portare avanti la sua strategia del "divide et impera". 
L'intelligence umana è un importante strumento occulto di influenza. 
Le operazioni informatiche rappresentano un altro importante strumento occulto di influenza. 
Il settore energetico, gli affari e la corruzione vengono utilizzati come strumenti di influenza. 
Si fa ampio uso di alleati e organizzazioni di copertura. 
La Russia sta ricostruendo la realtà e riscrivendo la storia per legittimarsi e minare l'autorità altrui. 
La forza militare è lo strumento di influenza per eccellenza. Leggetelo e capirete la portata della situazione nature.com/articles/s41599-0… Il secondo è Explaining Russian state-sponsored disinformation campaigns: who is targeted and why? Pubblicato nel 2024 sulla rivista scientifica East European Politics. Gli autori esaminano gli attacchi di disinformazione attribuiti alla Russia contro Paesi europei ed ex sovietici tra il 2015 e il 2021, utilizzando un'analisi statistica. I risultati indicano che le campagne risultano più frequenti quando: Nel Paese bersaglio si svolgono elezioni nazionali. Il Paese attraversa periodi di significativa instabilità politica. Gli autori interpretano questi risultati come coerenti con l'obiettivo russo di influenzare le elezioni e alimentare le tensioni interne. tandfonline.com/doi/full/10.…
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Sephora, Unieuro, Foot Locker, Rolex, Armani. Sono i negozi indicati in un sondaggio nelle chat sui disordini di Milano. Nelle stesse conversazioni si parla di passamontagna, ritrovi e organizzazione dei gruppi. Altro che protesta contro il carovita. Qui si pianificano saccheggi. E adesso qualcuno deve spiegare come sia stato possibile. @BeppeSala denuncia la presenza di pochi agenti. @Piantedosim respinge le critiche. Intanto, in due giorni, oltre 200 fermati, circa l’80% minorenni. Ma le responsabilità della sicurezza sono precise: il prefetto coordina, il questore gestisce l’ordine pubblico, il Viminale deve garantire risorse adeguate. Anche il Comune ha il dovere di collaborare alla prevenzione. Le domande sono semplici: il rischio era stato valutato correttamente? Gli agenti erano sufficienti? Si potevano prevenire gli assalti? Detto questo però servono conseguenze giudiziarie concrete. Il nostro Codice penale prevede già da 8 a 15 anni per devastazione e saccheggio, quando ne ricorrono gli estremi. Identificazioni, processi, condanne proporzionate ai reati e risarcimento integrale dei danni devono essere la priorità. Chi ha distrutto negozi e terrorizzato commercianti e cittadini deve risponderne. Anche quando è minorenne, secondo le regole della giustizia minorile. Passiamo ad un altro problema che questi fatti portano. La sicurezza è una condizione della libertà. Quando lo Stato non riesce a garantirla, cresce la domanda di soluzioni autoritarie. È il terreno sul quale attecchiscono le promesse di uomini forti come Vannacci o di donne come Sardone: più potere, più repressione, meno garanzie. La risposta deve essere uno Stato capace di prevenire i reati, individuare i responsabili e far rispettare le sentenze, senza sacrificare i diritti costituzionali. Perché l’impunità non danneggia soltanto chi ha subito un furto o una devastazione. Distrugge la fiducia nella giustizia. E quando i cittadini smettono di fidarsi della giustizia, qualcuno comincia a proporre di sostituirla con la forza.
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