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Joined December 2012
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#Garlasco #Ore11 Io posso capire il ragionamento di Infante che evidenzia l'interesse giornalistico a fronte di un incarico specifico, affidato ad un professionista, sorto sulla scorta delle perplessità che questo materiale deve aver suscitato negli inquirenti. Ma non si possono dare le armi in mano a chi non sa usarle. La proliferazione di meme e discettazioni di lombrosiana memoria nelle ultime ore ne sono la prova, e stanno svuotando completamente di senso quella presunzione di non colpevolezza che, con molta fatica, si cerca di tenere in piedi come presidio ineluttabile di civiltà. "Potresti essere tu" non è solo un monito relativo alla malaugurata evenienza di venir privati della libertà personale per errore, ma anche la sciagura di subire un ergastolo di gogna preventiva che nemmeno una pronuncia assolutoria sarebbe in grado di rimuovere.
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#Garlasco La questione, mes chers amis, è che ad Alberto Stasi non si perdona di essere una persona colta, educata e composta. Non gli si perdona di aver collaborato con quella stessa giustizia che gli chiedeva risposte, senza poi credere alle sue. E non gli si perdona di non aver trasformato per anni la propria vicenda giudiziaria in uno spettacolo, di non aver cercato la simpatia del pubblico attraverso le urla, le sceneggiate o le dichiarazioni a effetto. Ma soprattutto non gli si perdona di avere accanto due Donne, sua madre e l’avvocata Giada Bocellari, che non hanno mai smesso di credere in lui, senza cercare il consenso dell’opinione pubblica. Due uomini, Antonio De Rensis e Alessandro De Giuseppe, che hanno contribuito a far emergere le contraddizioni di questa vicenda giudiziaria. E consulenti che, anche davanti alle provocazioni, rispondono con competenza, rigore ed educazione, senza trasformare il confronto tecnico in una rissa tra animali da cortile. Ed è forse proprio questo il peccato imperdonabile: la compostezza di chi non sente il bisogno di alzare la voce per dare peso alle proprie argomentazioni. Perché in questo circo mediatico assistiamo a un paradosso straordinario: c’è chi considera la buona educazione un segno di arroganza e la preparazione una forma di supponenza e contemporaneamente, applaude come una scimmietta ammaestrata le provocazioni, giustifica le sceneggiate, celebra le risposte sguaiate e scambia l’aggressività per autenticità. Si pretende di misurare la credibilità delle persone sulla base della loro (in)capacità di risultare simpatiche, anziché sulla solidità di ciò che sostengono. Si invoca la presunzione d’innocenza come un mantra, salvo dimenticare che i principi di diritto non sono privilegi da distribuire in base alle proprie simpatie. E così, mentre Alberto Stasi continua a essere giudicato anche per il modo in cui parla, guarda, tace o sorride, intorno ad altri protagonisti della vicenda si è sviluppata una singolare indulgenza: qualsiasi comportamento diventa comprensibile, qualsiasi uscita giustificabile, qualsiasi eccesso una reazione umana. La verità è che l’educazione non dimostra l’innocenza, così come la sguaiataggine non dimostra la colpevolezza, ma il modo in cui una società sceglie di applaudire l’una e disprezzare l’altra racconta moltissimo di quella società. Ciancicare una caramella mentre un pubblico ministero illustra le ragioni di un’accusa gravissima, sistemarsi il reggiseno durante quello che viene sprezzantemente liquidato come uno “spiegone”, dare del deficiente a un conduttore televisivo: atteggiamenti che, per una certa tifoseria, diventano improvvisamente manifestazioni di stracciaculissima spontaneità. Per non parlare della maleducazione di criminologhe e giornaliste “con la vocazione”, o delle starlette wannabe dei social, che a malapena padroneggiano la lingua italiana ma si sentono perfettamente attrezzate per impartire lezioni di diritto, morale, deontologia e persino dignità umana. Una straordinaria concentrazione di arroganza inversamente proporzionale alla capacità di argomentare. E guai a farlo notare: perché allora diventi un hater! Curioso, detto da chi sembra aver trasformato l’insulto personale in una disciplina olimpica e il disprezzo per il prossimo in una linea editoriale. Il punto non è pretendere che tutti siano eleganti, colti o particolarmente raffinati, il punto è chiedersi quando hanno cominciato a considerare la maleducazione una prova di sincerità e la competenza un difetto da ridicolizzare. E forse, alla fine, il problema non è Alberto Stasi. È lo specchio che la sua compostezza mette davanti a chi ha fatto della volgarità una bandiera e del pregiudizio un metodo di giudizio. Io sono fiera e orgogliosa di non parlare, proprio come Alberto Stasi, la lingua del circo. Perché, a forza di frequentare i clown, qualcuno ha dimenticato come si riconosce un “professionista” 🤡 🪙🪙
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Vorrei che questo filmato fosse postato e ripostato al fine che venga trasmesso in tv, social, YT, a mo di catena di S. Antonio
Adesso mi aspetto che Gianluigi Nuzzi faccia vedere questo video se vuole salvare la dignità sua, del suo programma e dei suoi collaboratori. https://xitter.gq/t.co/GW3eNJgCR3 #garlasco #quartogrado #dentrolanotizia @MediasetTgcom24
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🎶 Generale, dietro la collina ci sta Portera e una provettina ci sta Marino con quel macchinario chino sul tracciato, sembra lapidario tra picchi, alleli e risultati venuti al mondo già consolidati nascosti agli atti belli infrattati e vent’anni dopo riesumati 🎶 🚀🚀 #garlasco
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#GARLASCO ⚠️ATTENZIONE ALLE NEWS⚠️ Sapete qual è l'informazione a cui bisogna far attenzione? Quando è uscita la prima indagine su Andrea #Sempio? Quando sarebbero state eliminate prove senza autorizzazione? 2+2 quanto fa?
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Posso dire una cosa, ragazzi? Ho letto quella frase nel comunicato della Procura rilasciato oggi: “Alberto poteva essere dichiarato innocente 19 anni fa”. Pensavo che, se mai avessi letto qualcosa del genere, avrei gioito. Dopo un anno e mezzo di battaglie, pensavo che sarebbe stata una soddisfazione enorme. E invece mi ha fatto una tristezza infinita. Perché dentro quella frase non c’è soltanto un’innocenza, che per me è certa. C’è soprattutto il tempo. Diciannove anni. È una frase che ti costringe a girarti e a guardare indietro. E quando guardi indietro e vedi diciannove anni di vita, capisci che ci sono cose che nessuna sentenza, nessuna verità arrivata dopo, può restituire. Niente ti restituisce il tempo. #Garlasco
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I Romani chiamavano Attila un barbaro senza fissa dimora. Poi Attila passò. Roma pure. #garlasco
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𝐆𝐚𝐫𝐥𝐚𝐬𝐜𝐨, 𝐢𝐥 𝐧𝐨𝐝𝐨 𝐜𝐡𝐞 𝐪𝐮𝐚𝐥𝐜𝐮𝐧𝐨 𝐚 𝐌𝐢𝐥𝐚𝐧𝐨 𝐬𝐢 𝐞̀ 𝐟𝐚𝐭𝐭𝐨 𝐚𝐥 𝐟𝐚𝐳𝐳𝐨𝐥𝐞𝐭𝐭𝐨. Settembre 2017. Giada Bocellari, insieme a Fabio Giarda, presenta denuncia ai Carabinieri di via Moscova a Milano. Pedinamenti, messaggi intimidatori, la sensazione concreta che qualcuno conosca in anticipo le loro mosse investigative mentre cercano di scavare sul delitto di Chiara Poggi. Non è una formalità. È una segnalazione precisa di atti persecutori. @LuigiGrimaldi19 risulta coinvolto in quella vicenda come testimone e come figura che ha seguito da vicino le attività della difesa. Negli anni successivi continuerà a documentare questi passaggi, smontando le narrazioni che definivano “falso” o “orchestrato” quel pedinamento. I fatti, però, restano: c’è stata una denuncia, c’è stata un’indagine della Procura milanese, c’è stata un’ammissione di chi aveva seguito l’avvocata. Il fascicolo arriva sul tavolo del pm Alberto Nobili. Nobili non lo liquida. Acquisisce gli atti e dà delega ai Carabinieri di via Moscova. Non solo per i pedinamenti. Per capire il terreno su cui si muovevano i legali di Stasi, chiede loro di rileggere l’intero fascicolo dell’omicidio. I militari milanesi lo fanno. E arrivano a una conclusione secca, basata su valutazioni che a tutt’oggi restano in gran parte riservate: è impossibile che sia stato Alberto Stasi. Non è un’opinione da bar. È il risultato di una rilettura completa degli atti da parte di chi, in quel momento, stava lavorando su una denuncia parallela. Piste lasciate inesplorate, alibi che non reggono, elementi che nella sentenza definitiva avevano pesato e che, riletti con occhi diversi, mostrano falle evidenti. A quel punto, per competenza territoriale, tutto il materiale viene trasmesso alla Procura di Pavia. Al vertice c’è il Procuratore Capo Mario Venditti. E Venditti archivia. Chiude. Mette una pietra sopra. Da Milano, però, qualcuno si è fatto un nodo al fazzoletto. Qualcuno ha detto, in sostanza: aspettate. Quella nota dei Carabinieri di via Moscova, quella rilettura che aveva messo nero su bianco dubbi pesanti sulla condanna di Stasi, non poteva sparire nel nulla. Era una delle sorgenti. Una di quelle che, anni dopo, avrebbero pesato sull’incarico di Fabio Napoleone. Napoleone, dopo cinque anni al CSM, torna a Milano come sostituto procuratore generale. Poi viene destinato a Pavia. Arriva in una Procura dove già da tempo circolavano voci di malaffare, di rapporti opachi, di gestioni che lasciavano interdetti. E quando prende in mano il fascicolo Garlasco, quel nodo fatto a Milano anni prima torna a stringersi. Non è una teoria. È una catena documentata. Oggi quei stessi Carabinieri di via Moscova sono tornati a lavorare sul caso. Con poteri e risorse diverse. Con un quadro investigativo che nel 2017-2018 era solo abbozzato e che ora è diventato informativa di centinaia di pagine. Ma il punto di partenza di quella linea di ragionamento – “è impossibile sia stato Stasi” – affonda proprio in quella rilettura nata dalla denuncia del 2017. Si può discutere di tutto il resto. Del peso delle nuove perizie, dei soliloqui, dell’impronta 33, del Dna sulle unghie. Si può discutere di come e quando arriverà (se arriverà) una revisione. Quello che non si può fare è cancellare questa sequenza. Perché è scritta negli atti. Perché c’è una nota dei Carabinieri di via Moscova mandata a Venditti. Perché Venditti ha archiviato. E perché, nonostante quell’archiviazione, qualcuno a Milano non ha dimenticato. Questa è una delle radici vere di ciò che sta accadendo oggi. Non l’unica, ma una di quelle che spiegano perché certi nomi e certe strutture siano tornati al centro della scena. E perché, a distanza di quasi nove anni da quella denuncia, i Carabinieri di via Moscova siano ancora lì a lavorare sullo stesso delitto. #ChiaraPoggi #Garlasco #Bocellari #Stasi #Sempio #Venditti
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Taccia:“Se Andrea Sempio fosse colpevole lo difenderei comunque” Salta la luce in studio!Un fulmine! Tutto ciò sta mettendo in discussione il mio ateismo! #Garlasco
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Eccola qui la Repubblica delle Banane. In Italia i carabinieri intercettarono le comunicazioni tra Stasi e il suo avvocato Giarda e le passarono alla PM Muscio, che le usò per pilotare l'accusa. Giarda lo denunciò per iscritto all'epoca. Nessuno fece nulla. Siamo nel 2026 e si discute ancora di revisione. Negli USA sarebbe stato un terremoto immediato: processo annullato per "fruit of the poisonous tree" (prova illegale = tutto ciò che ne deriva è nullo), procuratore radiato e processato, agenti sotto procedimento penale federale, condannato libero e risarcito con milioni di dollari. La differenza? Velocità e conseguenze. In America violare il privilegio avvocato-cliente è una bomba nucleare. In Italia è una lettera in un cassetto per 18 anni. #Garlasco #ChiaraPoggi #albertostasilibero
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In un mondo che ormai corre a velocità sovraumana, con l’interconnessione a livello globale di cui godiamo col nostro smartphone, dove si fa fatica a inseguire le notizie, ASPETTARE sembra sia una facoltà ormai superata, impossibile da praticare #garlasco
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Questa è la prima (e sicuramente l’ultima) volta che mi ritrovo a dover dare pienamente ragione a Quaglia. Una cringe-ata colossale! #garlasco
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#Garlasco Giada Bocellari infuriata con OTN. E ha ragione da vendere
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#Garlasco E' ora di finirla con i depistaggi: le centinaia di contatti che secondo OTN collegano Panzarasa a Sempio sono riferiti al numero di Maria B. amica di Alberto Stasi e di Panzarasa e il cui numero è il primo della rubrica di Chiara Poggi.Sipario
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Sto ripensando all'assalto dei giornalisti ad #AlbertoStasi davanti al tribunale di Pavia. L'informazione prima di tutto, giusto così. Ma c'era grande emozione da parte di tutti, di chi c'era e di chi stava davanti alla TV. Non si accoglie così un assassino, proprio no. #Garlasco
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Reale ma che dici?? C’è eccome il dato scientifico che Chiara non abbia aperto la cartella Militari. Mente sapendo di mentire. #Garlasco
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Intervista condotta veramente male, domande vecchie di 18 anni, interrompe l’avv. Bocellari su punti importanti tagliando di botto il discorso…male male #Garlasco
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🔥 Stasera alle 21:00 – Puntata speciale su #Garlasco! Con Luigi #Grimaldi, Davide #Pollak e due #informatici #forensi che hanno lavorato direttamente sull’analisi dei #dispositivi del caso. Scopriremo insieme dati, anomalie e nuove interpretazioni. youtube.com/watch?v=tVkDP4c6…
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