Marco Casentini (@casentinimarc) header
Marco Casentini (@casentinimarc) profile picture

Pubbliche relazioni e consulenza politica Master in comunicazione politica e marketing elettorale - @eidosco Capo scout, non solo nei weekend!

Velletri, Lazio
Joined June 2016
Photo by Marco Casentini (@casentinimarc)Photo by Marco Casentini (@casentinimarc)Photo by Marco Casentini (@casentinimarc)Photo by Marco Casentini (@casentinimarc)Photo by Marco Casentini (@casentinimarc)Photo by Marco Casentini (@casentinimarc)Photo by Marco Casentini (@casentinimarc)Photo by Marco Casentini (@casentinimarc)Photo by Marco Casentini (@casentinimarc)Photo by Marco Casentini (@casentinimarc)
Da riascoltare la presentazione ufficiale del Rapporto sulla legislazione 2026 tenutosi ieri in Consiglio regionale. Interessanti alcune riflessioni sui tempi della democrazia e sul crescente utilizzo delle direttive a discapito dei regolamenti. 🔗radioradicale.it/scheda/8023…
1
2
Marco Casentini retweeted
Chi va in Islanda ad ascoltare il vento o è un pazzo o è un poeta.
2
2
19
814
Marco Casentini retweeted
REPORT, IL FATTO E IL MASSACRO DI SGARBI Il Vittorio Sgarbi ricoverato da mercoledì al Gemelli non è più quello che siamo stati abituati a vedere per decenni. Brillante, polemico, incontenibile, capace di occupare la scena pubblica, ma anche di passare notti intere da una chiesa di paese all’altra alla ricerca di meraviglie nascoste, con un’energia che sembrava inesauribile. Da tempo quell’energia si è spenta. C’è la depressione, che lo ha progressivamente consumato e allontanato dalla vita pubblica. Le cause di una malattia così complessa non si possono ridurre a una sola spiegazione. Ma c’è un dato che non può essere rimosso: gli anni della sua caduta coincidono con quelli in cui Sgarbi è stato sottoposto a un massacro mediatico quotidiano. Le consulenze indebite da sottosegretario alla Cultura, il finto quadro di Manetti, l’evasione fiscale sull’acquisto di un’opera: a costruire queste accuse, attivando l’azione della magistratura, è stata una joint venture della gogna composta da Report e il Fatto, spalleggiata da quotidiani e siti antimeloniani, e alimentata sul piano politico dalla consueta raffica di interrogazioni parlamentari. Così, mentre il personaggio veniva demolito pubblicamente, l’uomo cominciava a spegnersi. L’inizio del massacro ha una data: il 24 ottobre 2023. Il Fatto apre la sua prima pagina con un articolo firmato da Thomas Mackinson (lo stesso che poi scriverà l’inchiesta fuffa sulla grazia data a Nicole Minetti): “Sgarbi, cachet d’oro in barba alla legge: 300 mila euro in 9 mesi”. Per il quotidiano, l’allora segretario alla Cultura avrebbe ottenuto compensi incompatibili con il suo incarico nel governo per partecipare a mostre ed eventi. Il giorno dopo, ancora il giornale diretto da Travaglio, e ancora con Mackinson, lancia un’altra notizia: “Sgarbi indagato a Roma: deve 715 mila euro al fisco”. L’accusa: avrebbe fatto comprare un’opera di Zecchin dalla compagna per sottrarla ai pignoramenti dell’Erario. Il 15 dicembre 2023 il Fatto (sempre Mackinson) pubblica un’inchiesta realizzata con Report in cui si accusa Sgarbi di aver esposto in una mostra un dipinto rubato dieci anni prima e attribuito all’artista senese Rutilio Manetti, dal titolo “La cattura di San Pietro”. Per nascondere la provenienza delittuosa, Sgarbi avrebbe fatto ritoccare il dipinto a un pittore. Nasce un bombardamento quotidiano. In 95 giorni il Fatto pubblica 82 articoli contro Sgarbi, alcuni con titoli infamanti (“Sgarbi vessa gli autisti e carica quadri nel bagagliaio”, “Sgarbi, buste di contanti e centro d’affari al ministero”, “Sgarbi mercante d’arte: debuttò nel ’76 ingannando una contessa”). Report dedica alla vicenda ben quattro servizi. In una puntata Sigfrido Ranucci, lo stesso che oggi si dice vittima di “character assassination”, sorridendo dice che i “tasselli” ricostruiti dal suo programma “sono pesanti quasi come la Cassazione”. Sull’onda di questo martellamento, la procura di Macerata apre un’indagine ai danni di Sgarbi per autoriciclaggio di beni culturali. Il 2 febbraio 2024 Sgarbi è costretto a dimettersi da sottosegretario alla Cultura. Sul piano giudiziario le inchieste si sono dimostrate inconsistenti. Sgarbi è stato assolto dall’accusa di evasione fiscale per il dipinto di Zecchin, poi dall’accusa di riciclaggio per il quadro di Manetti, infine dall’accusa di danno erariale per le prestazioni svolte quando era sottosegretario. Nel frattempo, però, il buio è sceso dentro la sua anima. La libertà di inchiesta, scambiata per libertà di linciaggio, ha triturato un uomo nel corpo e nella mente. Ermes Antonucci, Il Foglio, 2 ottobre 2026
305
706
65
2,510
124,324
Marco Casentini retweeted
👉Al Papa, in aereo, è stato chiesto del suo "interventismo" sul tema dell'eutanasia e se non pensi di aver oltrepassato il confine della separazione tra religione e politica. La risposta di Leone XIV: "Secondo la concezione che la Chiesa ha della separazione tra Chiesa e politica - o tra Chiesa e Stato - io non ho oltrepassato quel confine. Le suggerirei di leggere o rileggere Magnifica humanitas: nella prima parte, nei primi capitoli dedicati alla Dottrina Sociale della Chiesa, spiego che quando la Chiesa parla della difesa della vita o di questioni di Dottrina Sociale, non sta facendo politica, bensì applicando il Vangelo alla vita delle persone. E queste persone possono essere politici - di sinistra o di destra, a seconda dei casi - che sostengono che la religione debba rimanere confinata alla sfera privata. E possono essere politici, se vogliamo di sinistra o di destra, che sostengono che la religione debba rimanere esclusivamente nella sfera privata: ognuno faccia ciò che vuole per conto proprio, ma lo Stato debba restare separato. Il fatto è che, quando mi sono recato in Francia, l'ho fatto principalmente per predicare il Vangelo, per annunciare la Buona Novella, per riaffermare ciò che Gesù Cristo stesso dice: "Io sono la via, la verità e la vita". E quindi per proclamare la verità che Gesù ci offre. La difesa della vita è un principio che, come tutti sapete, la Chiesa insegna e in cui crede profondamente. Da un lato, ovviamente, sono consapevole che in Francia è stata recentemente approvata una legge in materia e che anche in altri Paesi europei, così come nel resto del mondo, è in corso un ampio dibattito sulle questioni legate al fine vita. Tuttavia, trovarsi in un luogo come Lourdes, dove le persone cercano qualcosa di molto più profondo e comprendono che la loro vita, anche in mezzo alla malattia, alla disabilità o a sofferenze di vario genere, ha un senso, è significativo. La Chiesa, nel nome di Gesù, vuole essere vicina a queste persone e riaffermare i valori che la vita stessa, a mio avviso, racchiude per tutti noi. Quindi direi che, se questo è fare politica, l'ho fatto; ma non intendevo certo immischiarmi nella politica francese. Volevo semplicemente insegnare ciò in cui la Chiesa crede realmente"
12
157
10
571
15,663
Interessante l’incontro di ieri al @centrostudiusa sullo stato di salute dell’Occidente. Viviamo un periodo di grandi trasformazioni e probabilmente è ora di ripensare anche il nostro soft power nei confronti delle altre potenze. @PaoloMessa ci dice come nel suo nuovo saggio!
26
Una vita dedicata alle battaglie storiche del Partito Radicale, una donna delle istituzioni che ha lottato, tra le altre, per la realizzazione della Corte penale internazionale. Più volte Parlamentare europea, poi Ministra e leader storica dei Radicali. Addio On. Bonino.
1
136
Che bella l’Italia della Pallavolo in piazza del Plebiscito a Napoli. Sotto gli occhi del Presidente Mattarella, la voglia e la forza di questo sport di parlare all’Italia. Bello anche il saluto finale del Presidente alla squadra svedese. In bocca a lupo! 🏐🇮🇹 #italvolley
3
1
46
1,137
Marco Casentini retweeted
🚨🪖🇳🇴 L'ultimo saluto nei cieli di Norvegia per re Harald V. Dopo i funerali celebrati nella cattedrale di Oslo, quattro F-35 norvegesi hanno sorvolato la capitale eseguendo la Missing Man Formation, uno degli omaggi più solenni della tradizione aeronautica. Durante il passaggio, uno dei velivoli rompe la formazione e sale verso il cielo, rappresentando simbolicamente il defunto. Gli altri proseguono il volo, a indicare la continuità di chi resta. Nel caso di Harald V il significato è ancora più forte: non era soltanto, in quanto sovrano, il comandante supremo delle Forze armate norvegesi. Aveva ricevuto anche una formazione militare, frequentato la scuola ufficiali della Cavalleria e l’Accademia militare, servendo anche nell’Esercito. Per questo il “Missing Man” degli F-35 è stato anche il saluto delle Forze armate a uno dei propri uomini.
4
44
2
506
16,865
Marco Casentini retweeted
New York, 25 anni dopo. Sono tornato al World Trade Center poco prima dell'anniversario dell'11/9. La città che ho trovato è irriconoscibile rispetto a quella coperta di polvere in cui camminai quel giorno, da cronista dell'Ansa. Ne ho scritto per @ilfoglio in due articoli
1
2
10
792
“Il problema è che a fare il gioco dei duri e puri, prima o poi arriva qualcuno più puro che ti epura…” Alla fine di questa triste storia, qualcuno troverà il coraggio di spiegarla fino in fondo? @ilfoglio_it
25
Marco Casentini retweeted
Ma tu, da che parte stai?
25
48
7
148
6,923
Marco Casentini retweeted
Ciao Francesco, ciao Maestro, che privilegio averti conosciuto ❤️
59
418
4
5,443
51,716
Se avete cinque minuti di tempo oggi, investiteli nel leggere l’intervista a Gianfranco Paglia su @ilfoglio_it di oggi! Il valore del patriottismo e l’onore delle forze armate italiane spiegate bene alle nuove generazioni. 🍒
15
Marco Casentini retweeted
🚨🇬🇧 Per chi volesse recuperarlo: ho tradotto per voi il discorso integrale di dimissioni di Keir Starmer. Buona visione, buona lettura. "Percorrere questa strada, due anni fa, è stato il momento più orgoglioso della mia vita. Un nuovo governo laburista. Il primo in 14 anni. Una pagina della storia del nostro paese voltata dopo anni di delusione e disperazione. La possibilità di cambiare in meglio la vita di milioni di persone. È per questo che sono entrato in politica. Il percorso per arrivare a quel punto non è stato facile. Sei anni fa ho ereditato un Partito Laburista politicamente, finanziariamente e moralmente fallito. Mi è stato detto, più e più volte, che il mio partito era finito. Che eravamo consegnati alla storia, che una maggioranza alle elezioni generali, figuriamoci una maggioranza schiacciante, era impossibile. Ma abbiamo dimostrato che quelle persone si sbagliavano, perché abbiamo cambiato il nostro partito. Estirpando il veleno dell’antisemitismo, ricostruendo la fiducia sull’economia, sulla difesa e sulla sicurezza nazionale. E diventando un partito che, ancora una volta, stava orgogliosamente dalla parte della nostra bandiera nazionale, non contro di essa. Il duro lavoro del cambiamento aveva un unico scopo. Non il potere per il potere, ma cambiare la Gran Bretagna in meglio. Costruire un paese più giusto, con dignità e rispetto, dove tutti siano visti, tutti siano valorizzati. Ricchezza e opportunità per tutti, non solo per pochi privilegiati. E guardate che cosa abbiamo realizzato in appena due anni. Un’economia più forte, che cresce più rapidamente di quelle dei nostri pari. Salari cresciuti più dell’inflazione in ogni singolo mese da quando siamo arrivati al potere. Investimenti assicurati, infrastrutture in costruzione. La fine dell’austerità, con il calo più rapido delle liste d’attesa del NHS in 17 anni. Il più grande miglioramento dei diritti per lavoratori e affittuari in una generazione. Il più grande aumento della spesa per la difesa dalla Guerra Fredda. Gli attraversamenti con piccole imbarcazioni in calo, gli hotel per richiedenti asilo in chiusura, la protezione dei giovani dai social media e mezzo milione di bambini sottratti alla povertà grazie alle scelte che ho fatto. La nostra reputazione nel mondo ristabilita, con la Gran Bretagna di nuovo schierata in difesa della decenza, del rispetto e dello Stato di diritto. Abbiamo concluso accordi commerciali, siamo stati al fianco dell’Ucraina, abbiamo difeso i nostri valori e ricostruito il rapporto con i nostri alleati in Europa. Cambiamento promesso da un governo laburista. Cambiamento per cui un governo laburista ha combattuto. Cambiamento realizzato da un governo laburista. Ma so che la domanda che ora viene posta non è chi fosse nella posizione migliore per cambiare il Partito Laburista, portarci al potere e iniziare il lavoro vitale di migliorare la vita di milioni di persone. A quelle domande è già stata data risposta. La domanda che il mio partito si sta ponendo ora è se io sia la persona più adatta per guidarci alle prossime elezioni generali. Ho ascoltato la risposta del mio gruppo parlamentare a questa domanda. E accetto quella risposta con serenità. Ogni decisione che ho preso è stata guidata dal mettere al primo posto il paese che amo. Per questo mi dimetterò da leader del Partito Laburista. Questa mattina ho parlato con Sua Maestà il Re per informarlo della mia decisione. Chiederò al Comitato esecutivo nazionale del Partito Laburista di definire un calendario, con l’apertura delle candidature il 9 luglio e la conclusione entro la pausa estiva. In caso di competizione, questo garantirà che un nuovo leader sia in carica prima del ritorno del Parlamento a settembre. Resterò in carica come primo ministro fino alla conclusione della competizione. E farò tutto il possibile per garantire un passaggio di poteri ordinato. Darò inoltre al mio successore il mio pieno e inequivocabile sostegno, sapendo che erediterà una Gran Bretagna molto più forte e più giusta di quella che ho ereditato io due anni fa, meglio preparata alle sfide che ci attendono e più capace di garantire al Partito Laburista un secondo mandato al governo. Voglio ringraziare tutti gli amici e i colleghi che sono stati al mio fianco in questi ultimi sei anni circa, per il loro incredibile impegno, servizio e sostegno. Voglio ringraziare il brillante staff di Downing Street e lo straordinario servizio civile del nostro paese, persone che dedicano la loro vita al servizio pubblico. E quando lascerò l’incarico più importante del paese, dedicherò più tempo al lavoro più importante. Essere il miglior marito possibile per la mia fantastica moglie, Vic, che è stata una roccia al mio fianco, nei momenti belli e in quelli difficili. Ed essere il miglior padre possibile per i miei splendidi figli, che sono il mio orgoglio e la mia gioia. Grazie molte".
14
29
1
166
11,598
Marco Casentini retweeted
Ci ha lasciato Natalino Irti, il più importante e riconosciuto giurista italiano contemporaneo, come ha ricordato Massimo Cacciari. Insieme curavano per La nave di Teseo “Krisis”, una collana non accademica che legge il mondo e i suoi complessi fenomeni attraverso il diritto. Amico e socio della casa editrice e personalità di rara autorevolezza intellettuale, è stato per noi un onore averlo tra i nostri autori e condividere con lui un tratto di strada.
6
22
822
Marco Casentini retweeted
…Credo che il copyright, oggi, possa comprendere: qui di seguito trovate l'intero articolo sul 2 giugno e il suo significato che ho scritto per @sole24ore di questa mattina. Buona Festa!
4
12
234
Marco Casentini retweeted
Questo video fa tristezza, indipendentemente da come la si pensi sulla situazione internazionale, sul mondo, sulla politica. La tenerezza di un uomo che spera, illudendosi, che la sua presenza sia in qualche modo un segno, e la violenza, quella sì fascista, di chi gli impedisce fisicamente di essere, di starci, di partecipare. E, in una giornata così, perde l'umanità.
Bandiera Ucraina allontanata in malomodo dal corteo del 25 Aprile a Bologna. Che vergogna! CHE VERGOGNA! Tutta la mia solidarietà a Tino, un grande amico della comunità Ucraina di Bologna, una persona dolcissima che non si merita questo vergognoso trattamento. Mi viene da piangere.
665
1,060
47
6,922
252,382
Marco Casentini retweeted
"Correvano insieme tutti e due, ma l'altro discepolo corse più veloce di Pietro e giunse per primo al sepolcro. Si chinò, ma non entrò. Giunse intanto anche Simon Pietro ed entrò. Allora entrò anche l'altro discepolo, e vide e credette". Buona Pasqua!
4
37
197
2,409