
Male, Apple Expert & Technician, Mac Lover, Pianist, Football Player (#11),Bruce Springsteen Fan, Bologna FC 1909 supporter and former Pres. FuturoRossoBlu Ass.
Bologna, Italy
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DANIELE CAPEZZONE
"Io mi domando se siamo diventati tutti matti! In studio si continua una narrazione vittimistica e di giustificazione perchè 'poverini , bisogna capirli,il lavoro non gli si addice' però gli si addice il piumino da 600 euro e le scarpe da 300 euro: ma ragazzi chi volete prendere in giro?"
Poi arriva la fastidiosa interferenza di Radio Cento.
" Io mi sono stufato del tuo buonismo per cui uno può anche spaccare la testa a un altro e arriva Paolo Cento che dice 'abbiamo sbagliato noi non abbiamo capito bene'. Qui se c'è qualcuno che non ha capito sei tu e gli amici vostri con quelli che avete portato in parlamento con la Salis e quella comitiva là e il cattivo esempio che continuate a dare"@Capezzone #DrittoeRovescio
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Intanto Francesca Albanese dice che l’Europa addestra e vende cani da stupro a Israele.
Non ho parole per descrivere quanto mi fa orrore questa donna.
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Anna Paola Concia, ex PD, ospite a Quarta Repubblica, ha ammesso che una parte della sinistra in Italia, Inghilterra e Germania sta stringendo accordi con l’islam politico alla luce del sole.
Mi preoccupa, perché l’islam politico è quello che antepone le norme religiose a quelle dello Stato.
#quartarepubblica #Concia #sinistra #PD #islam #Italia #Germania @annapaolaconcia
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Jannik Sinner annuncia la fine della collaborazione con Darren Cahill con questo bellissimo video sul suo profilo Instagram ♥️🥹
📹 @janniksin
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Say no to the “pro-Palestine” industrial complex, Islamism, and cultural relativism: These scenes cannot become normal in the Western world. Earlier today in Copenhagen, Palestinian and Arab immigrants and their descendants were filmed chanting for Hamas, the al-Qassam Brigades, Yahya Sinwar, Abu Obaida, jihad, the destruction of Tel Aviv, and terrorism under the banner of being “pro-Palestine” (video source: Moumen Al-Natour @moumalnatour).
For three years since October 7, this behavior has been excused, minimized, or dismissed as fringe. In reality, it has become a recurring and alarming trend across North America, Europe, and Australia. As Palestinians in Gaza increasingly reject Hamas, segments of diaspora Arab, Palestinian, and Muslim communities have embraced the group as the embodiment of “resistance” and the supposed voice of Gazans.
Equally troubling is how academics, journalists, influencers, activists, politicians, and celebrities have obscured these pro-Hamas sentiments by presenting them as merely advocacy for Palestinian rights. Some have relied on “cultural relativism” that blurs basic moral distinctions. Yet there is nothing complicated about condemning Hamas’s torture of Palestinians, theft of aid and resources, disastrous two-decade rule, decision to launch October 7, devastation of Gaza, and perpetration of the worst massacre of Jews since the Holocaust.
The tolerance of Islamist extremism in Western societies, and the reluctance to confront openly hateful and pro-terror rhetoric, risks deepening polarization and instability. It is long past time to scrutinize pro-Hamas ideology, activism, and narratives that have gained traction among politicians, students, journalists, and protest movements. Nor is it “racist” or “Islamophobic” to oppose campaigns targeting Jewish-owned businesses or attempts to pressure businesses into adopting political litmus tests. Democratic societies should confront extremism consistently, regardless of who promotes it.
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Che Dio aiuti l’America!
Questo è James Talarico, ll nuovo senatore democratico del Texas.
Poi il “pazzo sarebbe #Trump ????
#woke
#Democrats
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📽| É O SEU MELHOR E MAIS LINDO CAPACETE, KIMI 🥺🇧🇷💛💚💙
🐭 "Oi gente, Kimi aqui. Esse é o meu novo capacete para o Grande Prêmio do Brasil. Quer dizer, eu realmente amei ele. É uma homenagem ao Brasil, ao Ayrton Senna, obviamente meu ídolo.
Como vocês podem ver aqui, temos o S do Senna. Temos o câmbio em H porque fazem 35 anos desde que o Ayrton venceu o seu GP em casa preso na sexta marcha.
E é, como eu disse, um capacete muito especial. E eu realmente espero que vocês gostem e tomara que seja um ótimo fim de semana."
#F1 #brazilgp #KA12
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🔴 QUELLI CHE ODIANO L'OCCIDENTE 🔴
Il nuovo monologo di FABIO FERRARI a #Filorosso ⬇️
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Massimo Panetta
LE SCELTE
"Avevamo la possibilità di porre fine al conflitto e abbiamo scelto di bruciarlo.
Nel 2005, accadde qualcosa di storico.
Israele si ritirò completamente da Gaza: non solo i suoi soldati, ma anche tutti i suoi civili, le sue fattorie e i suoi insediamenti.
Migliaia di famiglie israeliane furono sradicate dalle loro case dal loro stesso governo.
Sinagoghe furono smantellate, serre e infrastrutture del valore di centinaia di milioni di dollari furono l’abbandonate, non distrutte, ma consegnate per darci la possibilità di ricominciare da capo.
Per la prima volta nella nostra storia, avevamo il pieno controllo su un pezzo di terra: i nostri confini, le nostre città, la nostra gente e l'accesso al mare. Il mondo era pronto ad aiutare.
Furono promessi miliardi di aiuti e investimenti.
Avrebbe potuto essere l'inizio di una Singapore palestinese.
Ma invece di costruire scuole, ospedali e industrie, abbiamo costruito tunnel, razzi e milizie.
Invece di creare speranza, abbiamo scelto l'odio. Invece di trasformare Gaza nella prova che i palestinesi possono governarsi da soli, l'abbiamo trasformata nella prova che noi non siamo in grado di farlo.
Quando Israele se ne andò, il mondo si aspettava calma, pace e progresso.
Cosa abbiamo dato loro?
Guerra civile tra Fatah e Hamas.
Esecuzioni per le strade. Un gruppo terroristico che prende il potere e trasforma Gaza in una rampa di lancio per guerre senza fine.
E il mondo si chiede ancora: perché Israele non "rinuncia semplicemente anche alla Cisgiordania"?
Perché hanno già visto cosa è successo l'ultima volta che hanno dato terra senza alcun cambio.
La verità è dolorosa, ma va detta:
Ci è stata data la possibilità di costruire un futuro e l'abbiamo usata per distruggere il nostro.
Avremmo potuto dimostrare di essere pronti per la pace.
Invece, abbiamo dimostrato di essere governati da coloro che temono la pace più della morte.
Ogni razzo lanciato da Gaza non era diretto solo a Israele, ma al nostro futuro.
E ora, dopo tutta la distruzione, la povertà e la morte, continuo a chiedermi:
E se, solo per una volta, avessimo scelto la vita invece della vendetta?
Abbiamo avuto l'opportunità di porre fine al conflitto ma i nostri leader e troppi di noi hanno scelto di mantenerlo vivo
- Ahmed Al-Khalidi, politico palestinese, avvocato, professore universitario".
• Paolo Fanelli
ynetnews.com/magazine/articl…
I così detti territori occupati sono disoccupati da tempo, a cominciare da Gaza, da cui nel 2005 il gov. Sharon decise di ritirasi e deportò via di peso migliaia di coloni ebrei (non avrebbe più potuto proteggerli) lasciando le loro case in regalo ai nazipal. Abbiamo visto il risultato. La questione palestinese è un totem tenuto su da regimi islamici autoritari a cui della sorte dei palestinesi non fotte una beata sega! Altrimenti aiuterebbero i cittadini di Gaza, che invece arruolano e addestrano ad uccidere bambini, mamme, ragazzi anziani... non solo ebrei... in nome di Allah.
• Davide Cavaliere
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Sono felice che oggi, con tutto quello che sta accadendo, ci sia la Lei alla guida del paese. Non mi interessa il colore politico, mi interessa la persona che reputo onesta, in primis e preparata. Diamogli tempo, farà un ottimo lavoro
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Yasser Arafat reste célébré dans le monde entier comme le chef historique de la cause palestinienne et le prix Nobel de la paix 1994.
Il a en réalité soustrait près de 900 millions de dollars de recettes publiques pour les placer sur des comptes secrets, laissant son peuple dans la misère des camps pendant que son épouse menait un train de vie princier dans les palaces parisiens.
Dans l'imaginaire militant, le président de l'Autorité palestinienne incarne le résistant incorruptible, un homme vivant dans une austérité spartiate au milieu de ses troupes assiégées à Ramallah.
La réalité financière, établie par un audit officiel du Fonds monétaire international en 2003, par la justice française et par les enquêtes de la chaîne américaine CBS, dévoile un système d'opacité et de captation à grande échelle.
Après les accords d'Oslo de 1993 et la création de l'Autorité palestinienne, des milliards de dollars d'aide internationale affluent pour bâtir des hôpitaux, des écoles et des infrastructures pour la population.
Mais Yasser Arafat met immédiatement en place un système financier parallèle dont il détient seul les codes et la signature.
En septembre 2003, sous la pression des bailleurs de fonds internationaux, le Fonds monétaire international publie un rapport d'audit accablant sur les comptes palestiniens.
Les experts du FMI découvrent que près de 900 millions de dollars de recettes publiques ont été soustraits aux circuits budgétaires normaux entre 1995 et 2000, puis placés dans des comptes spéciaux contrôlés par Yasser Arafat et son conseiller financier Mohammed Rachid.
Cet argent provient directement des taxes prélevées sur le carburant, le ciment et le tabac achetés par les Palestiniens ordinaires, à qui l'entourage d'Arafat impose des monopoles d'importation alors que le chômage et la pauvreté explosent à Gaza et en Cisjordanie.
Au lieu de secourir les familles des camps de réfugiés, ce trésor secret est investi en sous-main dans près de 70 sociétés et participations à travers le monde : une compagnie de téléphonie en Algérie et en Tunisie, des hôtels en Espagne, une société d'embouteillage Coca-Cola à Ramallah et même un bowling aux Bermudes.
Le scandale éclate en France quelques mois plus tard.
En octobre 2003, une enquête préliminaire est ouverte à Paris après un signalement de Tracfin, la cellule anti-blanchiment du ministère français des Finances. Les enquêteurs s'intéressent à des transferts d'environ 9 millions d'euros, soit 11,4 millions de dollars, effectués depuis la Suisse vers les comptes parisiens de son épouse, Souha Arafat. L'affaire est révélée publiquement en février 2004.
Installée à Paris depuis des années loin des territoires palestiniens, l'épouse du chef révolutionnaire occupe des suites à l'hôtel Bristol puis de vastes appartements dans les beaux quartiers, et reçoit une allocation mensuelle de dizaines de milliers de dollars prélevée sur les fonds contrôlés par son mari.
Lorsque Yasser Arafat meurt à l'hôpital militaire Percy, près de Paris, en novembre 2004, d'intenses tractations financières s'engagent autour de son lit de mort entre Souha Arafat et les dirigeants palestiniens venus de Ramallah pour récupérer l'accès aux comptes secrets et aux actifs cachés à l'étranger, en échange d'importantes compensations financières accordées à la veuve.
L'homme qui demandait à son peuple tous les sacrifices au nom de la lutte nationale a laissé derrière lui un empire financier opaque, dont la fortune était estimée à plusieurs centaines de millions de dollars, alimenté en partie par des recettes publiques soustraites au contrôle budgétaire.
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"Sono di estrema sinistra" lol
Dura quando tocca a te la medicina dei kompagni
#Modena #Islam #mussulmani #Terroristi
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Secondo la giornalista Luisella Costamagna, ospite a Dritto e Rovescio, le dichiarazioni del premier Meloni sono vergognose perché non ha alcun rispetto per la magistratura. Aggiunge inoltre che si dovrebbero chiedere scuse per il fermo di Youssef Siher.
#drittoerovescio #Costamagna #YoussefSiher #magistratura #Meloni #ScioperoGenerale #sciopero #sinistra #destra @luisellacost


















