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È necessario fermare la privatizzazione della nostra sanità. I soldi pubblici devono essere destinati esclusivamente alle strutture sanitarie pubbliche. Non mi stancherò di ripeterlo: ogni euro di profitto dei privati realizzato coi soldi dei contribuenti è un euro di troppo.
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Al Ministro della Salute #Schillaci chiedo in qualità di Presidente della Società Italiana di Terapia Antiinfettiva (SITA) quali sono state le ragioni e, soprattutto, i criteri oggettivi che hanno portato alla nomina della dott.ssa Maria Rita #Gismondo come esperta di Microbiologia del Ministero?
Sulla base di quali titoli, competenze ed esperienze è stata scelta? Quale procedura comparativa è stata adottata? Sono stati valutati altri candidati?
Considerate le sue dichiarazioni sull'obbligo vaccinale, che sembrano mettere in discussione una legge dello Stato, ritengo doveroso che il Ministero renda pubblici il curriculum completo dell'esperta, i criteri di selezione e le motivazioni della nomina.
La trasparenza nelle nomine pubbliche è un dovere verso i cittadini. Non una cortesia.
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Anche i posteri parleranno di te
Ti intitoleranno piazze, strade e aule universitarie
I nuovi economisti studieranno i tuoi testi
il tuo nome è leggenda
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un salutone a @giubileif 🤣🤣🤣🤣🤣🤣🤣
#Midterms26
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È MORTO UN BAMBINO DI MORBILLO. E ADESSO?
Che cosa dicono adesso quei politici che hanno trasformato i vaccini in un’arma di propaganda e di lotta politica?
Che cosa dicono quei giornalisti e influencer che per anni hanno seminato paura e sfiducia, screditando la vaccinazione?
E quei medici e operatori sanitari no-vax? Non sentono almeno il dovere di interrogarsi sulle conseguenze delle proprie parole?
Il morbillo non è un’opinione. I vaccini non sono una bandiera politica. La prevenzione salva vite.
Basta disinformazione. Basta propaganda sulla pelle dei bambini.
Chi ha usato la propria visibilità e autorevolezza per alimentare la sfiducia nei vaccini dovrebbe oggi avere almeno il coraggio di riflettere sulle proprie responsabilità.
Un bambino è morto. Una famiglia è distrutta.
Vergognatevi di aver trasformato la salute pubblica in una battaglia ideologica. La salute dei bambini viene prima dei vostri consensi, dei vostri clic e delle vostre ambizioni. Sempre.
#Morbillo #Vaccini #SalutePubblica #Prevenzione #Scienza
Così si fa !
G20, troppi no a posare con Lavrov: salta la tradizionale foto di famiglia editorialedomani.it/politica…
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Al netto della violenza che distrugge ogni buona ragione, ribellarsi è giusto. Belle queste piazze.
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Hey @grok, how did Elon Musk regrow his hair? Was it a hair transplant or something else?
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Replying to @matteosalvinimi @LegaSalvini
Bisogna fare chiarezza, perché forse non l’ha capita neanche chi ha scritto il post.
Uscire a 64 anni non è una grazia concessa dal governo, è un meccanismo già previsto dalla stessa legge Fornero per chi è nel sistema interamente contributivo. Il piccolo "dettaglio" che in tv dimenticano sempre di spiegare è il requisito d'accesso: per uscire a 64 anni serve aver maturato un assegno pari ad almeno 3 volte l’assegno sociale (oltre 1.600 euro al mese).
Chi ci rientra? Chi ha stipendi alti, quadri, carriere blindate e senza un buco contributivo.
Chi ne resta fuori? L'operaio, il commesso, il metalmeccanico o chiunque abbia avuto un percorso normale o precario, che a 64 anni quel montante non lo vedrà mai. Per loro la pensione resta inchiodata a 67 anni, in attesa che ripartano pure gli adeguamenti alle speranze di vita.
E poi la favola degli 850 milioni per "superare la Fornero". Chiunque conosca un minimo i conti pubblici sa che cancellare davvero quella riforma o fare Quota 41 pulita costerebbe tra i 4 e i 5 miliardi all'anno, strutturali. Mettere sul piatto 850 milioni equivale a voler rifare un palazzo con i soldi di una mano di bianco nell'androne: briciole per finanziare qualche deroga minuscola e farsi lo spot in prima serata.
La cosa surreale è vedere chi applaude convinto: doveva essere cancellata in cinque minuti, poi sono passati da Quota 100, 102 e 103 ricalcolata, per arrivare a rivendicare come trionfo un articolo scritto dalla Fornero quindici anni fa e tagliato su misura per i redditi alti.
I lavoratori continueranno a spaccarsi la schiena fino a 67 anni, la Fornero resta blindata al suo posto, e in tv si festeggia una vittoria per pochi eletti. Un capolavoro di illusionismo politico, applaudito con fervore proprio da chi continuerà a pagarne il conto.🤡🎪
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100€ all'anno per i neonati, intoccabili fino ai 18 anni.
Ci trattano da straccioni e i Boccaloni sono pure contenti.
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Ci sono storie che ti entrano nel cuore e non ti lasciano più. Quella di Jessica è una di queste.
Ha sempre vissuto a mille, faceva la parrucchiera, gestiva un negozio a Milano e amava godersi la vita. Poi, dopo tanti tentativi, sono arrivati i suoi due figli, due gemelli nati prematuri che hanno lottato fin dai primi giorni in terapia intensiva. Jessica e il loro papà sono rimasti accanto a loro, aggrappati alla speranza di poterli finalmente portare a casa.
E ce l'hanno fatta. ❤️
È iniziata così la loro vita da famiglia, fatta di sacrifici, notti insonni, sorrisi e amore immenso. L'anno scorso Jessica ha sposato il suo compagno, con i loro bambini accanto. Sembrava l'inizio di una nuova, bellissima pagina della loro vita.
Poi, appena due mesi dopo il matrimonio, è arrivata la diagnosi più crudele: un tumore metastatico al pancreas.
Un intervento chirurgico di dieci ore, venti sedute di chemioterapia, una battaglia affrontata con tutte le sue forze. Ma purtroppo le cure non hanno dato i risultati sperati.
Oggi Jessica ha 36 anni e deve fare i conti con una realtà terribile: non sapere quanto tempo le rimane.
Eppure non vuole arrendersi. Sta valutando con i medici ogni possibilità, compreso un farmaco sperimentale che potrebbe darle altro tempo, ma che non è accessibile in Italia attraverso il normale percorso del Servizio sanitario nazionale. Negli Stati Uniti il costo prospettato è enorme: circa 30.000 euro alla settimana.
Trentamila euro per tentare di conquistare altro tempo. Un tempo che per tanti di noi sembra infinito, ma che per Jessica significa poter essere ancora la mamma dei suoi bambini, accompagnarli nella crescita e vivere con loro quei momenti semplici che, in realtà, sono tutto.
Perché Jessica non sogna ricchezze, viaggi o grandi cose. Sogna una colazione insieme, una risata, un abbraccio, una favola raccontata prima di dormire. Sogna di poterli guardare mentre dormono e ricordare il profumo dei loro capelli, proprio come faceva quando erano neonati.
Mi ha colpito profondamente anche la sua fotografia, nella quale si mostra senza capelli a causa della chemioterapia. Apprezzo tantissimo il suo coraggio di mostrarsi per quello che è, senza filtri, senza nascondere la malattia e senza cercare di apparire diversa dalla realtà. In un mondo in cui spesso si rincorre un'immagine perfetta, Jessica ci ricorda che la vera bellezza non ha bisogno di essere ritoccata. La sua forza, la sua fragilità e la sua autenticità meritano rispetto e ammirazione. ❤️
Quando i suoi bambini le dicono che è bellissima e la stringono forte, Jessica trova la forza di continuare a lottare. Hanno soltanto tre anni, ma sono loro il motivo per cui ogni giorno vale la pena tentare ancora.
Non sappiamo se questo farmaco potrà aiutarla, e nessuno può prometterle un risultato. Ma sappiamo che ogni possibilità deve essere valutata con attenzione dai medici e che una donna così giovane merita di essere ascoltata e sostenuta.
Vi chiedo di condividere questa storia. Facciamola arrivare più lontano possibile. Magari qualcuno potrà offrire un aiuto concreto, informazioni utili o una strada che oggi sembra impossibile da trovare.
Jessica non chiede l'impossibile. Chiede soltanto la possibilità di avere ancora tempo con le persone che ama più al mondo.
La sua speranza ha due nomi, due sorrisi e due paia di braccia che ogni giorno la stringono forte.
E forse, prima di lamentarci per le piccole cose, dovremmo ricordarci che il tempo con chi amiamo è il regalo più prezioso che abbiamo.
Forza Jessica. Che la vita possa regalarti ancora tanti abbracci, tante risate e tanti giorni accanto ai tuoi bambini.❤️🙏
Condividete. Per Jessica, per i suoi figli, per una mamma che vuole continuare a esserci.
#Jessica #TumoreAlPancreas #Speranza #Solidarietà #Mamma #RicercaMedica #CondividiamoLaStoria
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Quest’uomo si chiamava Enrico Mattei.
È stato uno dei grandi italiani del Novecento. Forse troppo grande.
Partigiano, comandante della Resistenza cattolica, politico, imprenditore illuminato.
Ma prima di tutto: un visionario.
Uno che letteralmente si è fatto dal niente, lui, nato povero nel 1906 da una modesta famiglia marchigiana, a vent’anni è già dirigente di una piccola azienda e a trenta imprenditore nel settore chimico.
Durante la guerra entra nella Resistenza e diventa uno dei capi del CLN. Viene pure arrestato dal fascismo ed evade dal carcere in modo rocambolesco un mese dopo. Organizza uomini, armi, viveri, costruisce reti di contatti tra preti, operai, contadini e industriali.
Finirà per essere uno dei sette esponenti del CLN alla testa della manifestazione, il giorno della Liberazione di Milano.
Finita la guerra, nel 1945 il governo gli affida il compito di liquidare l’Agip, considerata un carrozzone inservibile, un relitto del fascismo.
Lui disobbedisce. Capisce che l’Italia, se vuole rinascere, ha bisogno di energia, non di svendersi.
Così salva l’Agip, la rilancia, e nel 1953 fonda l’Eni, che diventerà il motore dello sviluppo economico italiano.
Non lo fa dietro una scrivania. Sale a bordo del suo aereo e vola direttamente a trattare coi Paesi produttori, rompendo il monopolio delle Sette Sorelle. Tratta tutti alla pari, offrendo ad arabi e iraniani il 50% dei profitti, violando le regole del cartello.
Fa dell’Eni un motore economico e insieme uno strumento di politica estera.
Collabora con l’Unione Sovietica, dialoga con i Paesi arabi, parla di dignità e indipendenza in un tempo (mai finito) in cui l’Italia è sotto l’influenza soffocante degli americani.
Rovescia la piramide nei rapporti tra Nord e Sud del mondo, e lo stesso fa anche nei rapporti tra “padrone” e dipendente, restituisce dignità ai lavoratori, realizza luoghi di lavoro e di socialità a misura d’uomo.
A molti quell’imprenditore ribelle che ha cambiato le regole del mercato, del lavoro, della politica e della comunicazione non piace.
Perciò già allora, e ancora oggi, sono in pochi a credere che sia stato solo un tragico incidente quello del 27 ottobre 1962, quando il suo aereo precipita nelle campagne di Bascapè poco prima di atterrare all’aeroporto di Linate.
Anni di indagini, inchieste, rivelazioni, sospetti - e pure silenzi, omertà e depistaggi - non riusciranno a far piena e definitiva luce su uno dei grandi misteri italiani.
Aveva 56 anni. Oggi sono esattamente 63 anni da quel giorno. E chissà come sarebbe cambiata la storia italiana senza quello schianto.
Enrico Mattei è stato un patriota vero al cospetto di tanti sedicenti patrioti.
Un italiano indimenticabile. E, per questo, in un Paese senza memoria né gratitudine, dimenticato. – at Reggio Emilia, Emilia Romagna
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Replying to @UGirovago77000 @giubileif
Non sa una sega. Causa acquazzone tropicale e I 4 fusi orari che ci sono nello sterminato Brasile Bolsonaro Jr ha chiesto una proroga di due ore alla Corte Suprema, ritenendola giusta si è accordato anche Inacio. 😂😂🤣 L' Italiano vede sempre l'apocalisse in tutte le idiozie. 😂





























