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Trento & Berlin
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Jovan Stevovic retweeted
Отворења претња о завођењу диктатуре након избора:
“Након избора, нема више студената, факултета, тужилаштва, правосуђа, свима ће истог дана бити крај”.
Апсолутно СВАКИ човек мора да изађе на гласање против овог зла. Ово нам је последња прилика.
Србија или мафија.
Jovan Stevovic retweeted
Čovek je doktorirao raskrinkavanje ćacadi. Genijalan rad, svaka čast!
🤖 Made with AI
Jovan Stevovic retweeted
Quattro ore. Tanto ci hanno messo Meloni, Tajani e Salvini a trasformare la crisi di Ceuta in un comizio elettorale.
Uno dietro l'altro, stessa identica richiesta: sospendere Schengen con la Spagna.
Hanno visto migliaia di persone e ci hanno visto dentro un sondaggio. Sciacallaggio puro.
E dentro quelle dichiarazioni, dalla prima riga all'ultima, una montagna di bugie e porcherie.
Mettiamole in fila, una per una.
Primo.
Ceuta è fisicamente in Africa. Si tratta di un fazzoletto di terra spagnola di 18 chilometri quadrati, dall'altra parte dello Stretto di Gibilterra. Sta più vicina a Rabat che a Madrid. Si esce di lì con un traghetto o con un aereo.
Chi ha attraversato quella frontiera, per arrivare in Italia, dovrebbe imbarcarsi verso la penisola iberica passando i controlli d'identità, attraversare tutta la Spagna, valicare i Pirenei, attraversare tutta la Francia e presentarsi a Ventimiglia.
Effetto della sospensione di Schengen con la Spagna sulla situazione di Ceuta: zero.
Il loro elettore però, che fino a martedì ignorava perfino l'esistenza di Ceuta e non saprebbe indicarla sulla cartina nemmeno se la ritrovasse scritta, adesso è convinto che stia dietro i Pirenei e che quella gente giovedì prossimo sia sotto casa sua.
Su quella convinzione ci costruiscono una campagna elettorale intera. Che bello essere un politico destra e avere davanti tanti destropitechi a cui puoi raccontare letteralmente la qualunque.
Secondo.
La porta che vogliono sbarrare è sbarrata da 35 anni.
Codice Frontiere Schengen, norme speciali per Ceuta e Melilla: chi parte da lì verso la Spagna peninsulare o verso qualunque altro Paese dell'area viene fermato e identificato, documenti alla mano, come se uscisse da fuori Schengen.
Ceuta e Melilla hanno infatti un regime speciale, proprio per via della loro posizione, che prevede doppi controlli al confine esterno: uno all'ingresso dal Marocco e un altro ancora quando si viaggia verso il continente europeo.
Il ministro degli Esteri della Repubblica Italiana chiede di chiudere una frontiera nei fatti già chiusa.
Terzo.
Testuale, dal profilo di Tajani: "Le immagini che arrivano da Ceuta dimostrano che scelta del Governo di Madrid di dare la cittadinanza spagnola, quindi europea, ad oltre 500mila immigrati irregolari è stata profondamente sbagliata".
Falso.
La Spagna ha approvato per decreto una regolarizzazione: permessi di soggiorno e di lavoro, di durata annuale, per gente che vive e lavora lì da anni, senza precedenti penali, già presente prima del 31 dicembre 2025. Documenti per firmare un contratto, pagare le tasse, uscire dal nero.
Il capo della nostra diplomazia ha scambiato un permesso di soggiorno per una cittadinanza e un passaporto europeo.
Il decreto spagnolo riguarda persone che stanno in Spagna da anni, entrate in larghissima parte in aereo con un visto turistico, dall'America Latina.
Chi lega le due cose sta raccontando una balla e la racconta sapendo perfettamente di raccontarla.
E se il problema sono le sanatorie (cioè le regolarizzazioni), qualcuno gli ricordi la più grande della storia repubblicana: 2002, legge Bossi-Fini, oltre 647mila persone regolarizzate.
Quarto.
Ingressi irregolari registrati nel 2025: 66mila in Italia, 36mila in Spagna.
Quasi il doppio da noi. Applicando alla lettera il principio di Tajani, il primo Paese da buttare fuori da Schengen è l'Italia. Con Tajani che firma il decreto contro sé stesso e Piantedosi che gli regge la penna.
Quinto.
Per quattro anni ci hanno raccontato sempre la stessa favola: "Non possiamo essere lasciati soli", "nessuno può affrontare la migrazione da solo", Cooperazione, solidarietà europea, redistribuzione.
Il 4 maggio scorso Meloni parlava ancora di crisi globale da affrontare insieme.
Poi la pressione si sposta di 1500 chilometri, tocca a qualcun altro e in quattro ore la solidarietà europea diventa una minaccia contro un governo alleato.
Sesto.
Il Marocco ha capito da tempo qual è la sua unica arma diplomatica: i corpi dei propri giovani. Apre il rubinetto quando le serve qualcosa sul Sahara Occidentale o per punire decisioni che non condivide (come gli accordi tra Sanchez e l'Algeria della scorsa settimana), lo richiude quando l'ha ottenuto. Era già accaduto, per esempio, nel 2014 e nel 2021, non c'entra nulla la politica migratoria della Spagna.
Davanti a un ricatto costruito sulle persone, il governo italiano ha puntato il dito contro chi quel ricatto lo subisce.
Il motivo di tanta delicatezza con il Marocco lo sappiamo tutti: i memorandum italiani con la Libia e con la Tunisia camminano sullo stesso identico meccanismo. Soldi e legittimazione in cambio di frontiere presidiate.
Chi ha appaltato i propri confini alla guardia costiera libica si guarda bene dallo spiegare al mondo come funziona il ricatto migratorio, perché il primo a restarci sotto sarebbe lui.
Settimo. E qui arriviamo al fondo del barile.
Il 19 giugno 2026, Donald Trump aveva appena raccontato al mondo intero che Giorgia Meloni lo aveva implorato per una foto al G7 di Évian e che lui gliel'aveva concessa perché gli faceva pena.
E in quel momento, tra 27 capi di governo, sapete chi ha preso la parola per difenderla? Pedro Sánchez.
Sono passati 41 giorni. Quarantuno.
Alla prima giornata di caos e di morti sulle coste spagnole in Africa, la prima a saltargli addosso è stata lei. Su una vicenda che si decide sulla frontiera marocchina, dove la Spagna è il bersaglio del ricatto.
Chi ti tende una mano quando sei a terra, gentaglia così se lo segna. E aspetta il momento buono per azzannare.
Ottavo.
Sapevano dove sta Ceuta. Sapevano che quella frontiera è controllata da 35 anni. Sapevano che a Ceuta gli sbarchi via mare erano stati zero fino a metà luglio. Sapevano che da noi gli ingressi irregolari sono il doppio dei loro. Sapevano che la mano che ha aperto quel confine sta in Marocco.
Hanno parlato lo stesso. Perché una bugia arriva a milioni di persone in tre ore e la smentita arriva a diecimila in tre giorni. E perché una crisi umanitaria, per loro, vale un punto nei sondaggi.
Che miseria senza fondo.
Jovan Stevovic retweeted
Roman Safiullin to Novak Djokovic before they walked out for their match at Wimbledon:
“Your name is everywhere”
😭😭😭😭😭
Jovan Stevovic retweeted
Nemojte mene, ja sam vaš 🤦🤣🤣
I namesti mu čovek frizuru 🤣
Cirkuska predstava !
Jovan Stevovic retweeted
Replying to @GiorgiaMeloni
Why didn’t you show the word what you’re condemning?
This is what you and other leaders allowed to happen to Palestinians, giving Israel impunity, now Israel is doing this to your citizens who went on a civilian humanitarian mission!!
SANCTION ISRAEL.
HOLD THEM ACCOUNTABLE.
Jovan Stevovic retweeted
C'è un uomo, in Europa, che sta scrivendo la storia. A Barcellona, ha pronunciato uno dei discorsi più belli e più alti di sempre... Ascoltate!
#PedroSanchez
Jovan Stevovic retweeted
You literally sanctioned me for exercising my freedom of speech.
Freedom of speech is the foundation of our strong and vibrant European democracy.
We are proud of it. We will protect it.
Because the @EU_Commission is the guardian of our values.
Jovan Stevovic retweeted
Let the truth be told, you sanctioned me for journalism.
Let the truth be told, you sanctioned me for journalism.
Let the truth be told, you sanctioned me for journalism.
Let the truth be told, you sanctioned me for journalism.
Let the truth be told, you sanctioned me...
Let the truth be told, let the press be free. 📰
Journalists hold power to account, uncover injustice, and keep citizens informed often at great personal risk.
This #WorldPressFreedomDay, we reaffirm our commitment to protecting journalists and defending independent media.
Because free press is the foundation of democracy.
Jovan Stevovic retweeted
Oh Lord what will it take for Europe's leaders to show some integrity?
To ''limit'' trade with the colonies (WAR CRIMES) is a smokescreen. If Int'l law means anything, you don’t tweak complicity: you end it.
Trade with Israel -accused of atrocity crimes - must be suspended. Now.
Sweden and France call on the EU to "limit commercial engagement with illegal settlements", including a possibility of a full ban on imports irishtimes.com/world/europe/…
Jovan Stevovic retweeted
Replying to @vonderleyen
Did the EU President really discuss the most catastrophic moment in West Asia as if corporate interests mattered more than human life?
This sounds both inhuman and dangerous: it doesn’t just shame the institution Ms @vonderleyen presides over, it makes Europeans look barbaric.
Jovan Stevovic retweeted
Please sign this European Citizens' Initiative to demand the full suspension of the EU-Israel Association Agreement. 1,000,000 signatures needed. Almost 860,000 have already signed showing that they are appalled by Israel's crimes.
🔗 eci.ec.europa.eu/055/public/…

























