Roberto De Vogli retweeted
Replying to @artdielle @lanavediteseoed @bettywrong @eugenio_lio @danisetta @recerusse @raf_rob @TLarina1837 @pivacorpifreddi @Basil_73 @AureliaDejaco @giulianobrenna
#CosaLeggoNelWeekend "Empatia selettiva. Perché l'Occidente è rimasto a lungo indifferente al genocidio di Gaza" (Aliberti, 2025) di Roberto De Vogli
Roberto De Vogli retweeted
cc @kulturjam @tara_riva @federdale @stebaraz @stacce2021 @samgam75 @kritica_news @CucchiRiccardo @rulajebreal @invisiblearabs @ItalianCroeso @Aramcheck76 @PMO_W @LaSkilly @GazaFFlotilla @usbsindacato @UltimaGenerazi1 @fffitalia @cheiuan @marioricciard18 @togreco @FilBarbera
Oggi, finalmente, esce "Empatia selettiva: perché l'Occidente è rimasto a lungo indifferente al genocidio di Gaza."
Il ricavato delle mie royalties e parte dei proventi derivanti dalla vendita del libro saranno devoluti a EMERGENCY - assistenza sanitaria.
shorturl.at/TnTQA
Alcune recensioni:
«Con grande coraggio e rigorosa ricerca, questo libro rappresenta una denuncia potente del fallimento morale dell’Occidente di fronte al genocidio. Necessario, urgente e di importanza profonda, è un capolavoro di straordinario rigore intellettuale e di profondo coraggio morale.»
— Richard Wilkinson, professore emerito di epidemiologia sociale, Università di Nottingham, e autore di La misura dell’anima
«Un libro brillante, potente ed essenziale. Presenta una sfida morale che siamo obbligati ad affrontare.»
— George Monbiot, editorialista del The Guardian e autore di La dottrina invisibile: la storia segreta del neoliberismo
«Le democrazie mature sono scivolate in una distopia: più piccola è l’ingiustizia, più estrema la reazione; più grande è l’ingiustizia, più profonda l’indifferenza burocratica. De Vogli rivela qualcosa che rende il problema ancora più grave: è facile privare le persone dell’empatia, manipolandone la coscienza fino a convincerle che le vittime appartengano a un’altra specie.»
— Nassim Nicholas Taleb, professore dell’Università di New York e autore di Il cigno nero
«Questo libro spinge a una profonda riflessione su come il genocidio sia stato sostenuto per oltre due anni, attraverso i meccanismi della luttabilità selettiva e della cecità bianca.»
— Ghassan Abu-Sittah, rettore dell’Università di Glasgow, direttore del Programma di Medicina dei Conflitti dell’Università Americana di Beirut
«Rifiutandosi di permettere a Roberto De Vogli di usare la parola “genocidio”, gli editori che inizialmente avrebbero dovuto pubblicare questo libro hanno offerto una dimostrazione concreta della sua stessa tesi. Poiché questo è l’unico termine che descrive in modo adeguato ciò che Israele ha fatto ai palestinesi, dobbiamo essergli grati di aver rifiutato e per aver scelto un editore guidato da principi più solidi. Empatia Selettiva offre un’analisi appassionata, penetrante e scrupolosamente documentata della complicità dell’Occidente e merita di essere ampiamente letto.»
— Martin Shaw, professore emerito di relazioni internazionali, Istituto di Studi Internazionali di Barcellona e autore di La nuova era del genocidio
«In questo volume estremamente documentato ed equilibrato, Roberto De Vogli offre una conoscenza aggiornata e sistematica dell’orrore del genocidio israeliano a Gaza — l’uccisione, la fame, la disumanizzazione, lo scolasticidio, l’ecocidio. L’empatia selettiva e la conseguente negazione di solidarietà verso i palestinesi da parte delle élite occidentali sono legate alla potente propaganda di Israele e dei suoi alleati occidentali. Allo stesso tempo, tuttavia, gli atti di coraggio di attivisti, medici e giornalisti testimoniano l’emergere di un’empatia universale e di un’identificazione umanitaria globale.»
— Donatella della Porta, professoressa di scienze politiche e sociali presso la Scuola Normale Superiore di Firenze e autrice di Movimenti sociali: un’introduzione
«“L’empatia selettiva non è il nostro destino”: è questo il grido etico-politico che emana dal libro potente e intransigente di Roberto De Vogli. Mentre le potenze politiche occidentali predicano un’etica (neo)coloniale della somiglianza ideologica — prendersi cura solo delle vite ebraiche israeliane, delle vite che assomigliano alle nostre — per offuscare gli orrori del genocidio di Gaza, De Vogli presta un’attenzione rigorosa ai modi in cui questo messaggio viene contrastato da incredibili atti di abnegazione: dai medici che si offrono volontari a Gaza, ai soldati israeliani che rifiutano di partecipare a una guerra di annientamento, agli studenti universitari che protestano nei campus e ai docenti che mettono a rischio la propria carriera per la causa della liberazione palestinese. In Empatia Selettiva, Gaza appare come luogo di distruzione assoluta e, allo stesso tempo, di resilienza globale. I leader occidentali vogliono disperatamente che dimentichiamo la prima e soffochiamo la seconda. De Vogli, con coraggio, ci indica la direzione opposta.»
— Zahi Zalloua, professore di letteratura e filosofia, Whitman College, e autore di Solidarietà e la causa palestinese: indigeneità, negritudine e la promessa dell’universalità
«Questo libro avvincente e imprescindibile offre un’analisi insieme straziante e rigorosa della disumanizzazione sistematica del popolo palestinese, a Gaza e oltre; della complicità della comunità internazionale e delle principali potenze occidentali; e un’illuminante riflessione sui processi — sistemici, istituzionali e, in ultima istanza, civili — che ci hanno condotti a un punto in cui il genocidio è divenuto pienamente normalizzato. Lo consiglio vivamente.»
— Nafeez Ahmed, giornalista investigativo, blogger del The Guardian e autore di Alt Reich e Stati falliti, sistemi al collasso
@martinshawx @GeorgeMonbiot @NafeezAhmed @dirkmoses @GhassanAbuSitt1 @ProfRGWilkinson @ProfKEPickett @nntaleb
@JMontomoli @FranceskoNew @katiaamore
@emergency_ong
@ilfattoblog @fattoquotidiano @repubblica @Corriere @Gazzettino @ilmanifesto @_MicroMega_ @valigiablu
@Feltrinelli_ @Mondadori @feltrinellied @GiuntiEditore @adelphiedizioni @editorilaterza @edizpiemme @NewtonCompton @MarsilioEditori @FaziEditore
#gaza #GENOCIDIO #empatia #empatiaselettiva #occidente
Roberto De Vogli retweeted
Sono orgoglioso di aver raccomandato questa potente accusa agli atteggiamenti occidentali nei confronti del genocidio israeliano a Gaza.
Oggi, finalmente, esce "Empatia selettiva: perché l'Occidente è rimasto a lungo indifferente al genocidio di Gaza."
Il ricavato delle mie royalties e parte dei proventi derivanti dalla vendita del libro saranno devoluti a EMERGENCY - assistenza sanitaria.
shorturl.at/TnTQA
Alcune recensioni:
«Con grande coraggio e rigorosa ricerca, questo libro rappresenta una denuncia potente del fallimento morale dell’Occidente di fronte al genocidio. Necessario, urgente e di importanza profonda, è un capolavoro di straordinario rigore intellettuale e di profondo coraggio morale.»
— Richard Wilkinson, professore emerito di epidemiologia sociale, Università di Nottingham, e autore di La misura dell’anima
«Un libro brillante, potente ed essenziale. Presenta una sfida morale che siamo obbligati ad affrontare.»
— George Monbiot, editorialista del The Guardian e autore di La dottrina invisibile: la storia segreta del neoliberismo
«Le democrazie mature sono scivolate in una distopia: più piccola è l’ingiustizia, più estrema la reazione; più grande è l’ingiustizia, più profonda l’indifferenza burocratica. De Vogli rivela qualcosa che rende il problema ancora più grave: è facile privare le persone dell’empatia, manipolandone la coscienza fino a convincerle che le vittime appartengano a un’altra specie.»
— Nassim Nicholas Taleb, professore dell’Università di New York e autore di Il cigno nero
«Questo libro spinge a una profonda riflessione su come il genocidio sia stato sostenuto per oltre due anni, attraverso i meccanismi della luttabilità selettiva e della cecità bianca.»
— Ghassan Abu-Sittah, rettore dell’Università di Glasgow, direttore del Programma di Medicina dei Conflitti dell’Università Americana di Beirut
«Rifiutandosi di permettere a Roberto De Vogli di usare la parola “genocidio”, gli editori che inizialmente avrebbero dovuto pubblicare questo libro hanno offerto una dimostrazione concreta della sua stessa tesi. Poiché questo è l’unico termine che descrive in modo adeguato ciò che Israele ha fatto ai palestinesi, dobbiamo essergli grati di aver rifiutato e per aver scelto un editore guidato da principi più solidi. Empatia Selettiva offre un’analisi appassionata, penetrante e scrupolosamente documentata della complicità dell’Occidente e merita di essere ampiamente letto.»
— Martin Shaw, professore emerito di relazioni internazionali, Istituto di Studi Internazionali di Barcellona e autore di La nuova era del genocidio
«In questo volume estremamente documentato ed equilibrato, Roberto De Vogli offre una conoscenza aggiornata e sistematica dell’orrore del genocidio israeliano a Gaza — l’uccisione, la fame, la disumanizzazione, lo scolasticidio, l’ecocidio. L’empatia selettiva e la conseguente negazione di solidarietà verso i palestinesi da parte delle élite occidentali sono legate alla potente propaganda di Israele e dei suoi alleati occidentali. Allo stesso tempo, tuttavia, gli atti di coraggio di attivisti, medici e giornalisti testimoniano l’emergere di un’empatia universale e di un’identificazione umanitaria globale.»
— Donatella della Porta, professoressa di scienze politiche e sociali presso la Scuola Normale Superiore di Firenze e autrice di Movimenti sociali: un’introduzione
«“L’empatia selettiva non è il nostro destino”: è questo il grido etico-politico che emana dal libro potente e intransigente di Roberto De Vogli. Mentre le potenze politiche occidentali predicano un’etica (neo)coloniale della somiglianza ideologica — prendersi cura solo delle vite ebraiche israeliane, delle vite che assomigliano alle nostre — per offuscare gli orrori del genocidio di Gaza, De Vogli presta un’attenzione rigorosa ai modi in cui questo messaggio viene contrastato da incredibili atti di abnegazione: dai medici che si offrono volontari a Gaza, ai soldati israeliani che rifiutano di partecipare a una guerra di annientamento, agli studenti universitari che protestano nei campus e ai docenti che mettono a rischio la propria carriera per la causa della liberazione palestinese. In Empatia Selettiva, Gaza appare come luogo di distruzione assoluta e, allo stesso tempo, di resilienza globale. I leader occidentali vogliono disperatamente che dimentichiamo la prima e soffochiamo la seconda. De Vogli, con coraggio, ci indica la direzione opposta.»
— Zahi Zalloua, professore di letteratura e filosofia, Whitman College, e autore di Solidarietà e la causa palestinese: indigeneità, negritudine e la promessa dell’universalità
«Questo libro avvincente e imprescindibile offre un’analisi insieme straziante e rigorosa della disumanizzazione sistematica del popolo palestinese, a Gaza e oltre; della complicità della comunità internazionale e delle principali potenze occidentali; e un’illuminante riflessione sui processi — sistemici, istituzionali e, in ultima istanza, civili — che ci hanno condotti a un punto in cui il genocidio è divenuto pienamente normalizzato. Lo consiglio vivamente.»
— Nafeez Ahmed, giornalista investigativo, blogger del The Guardian e autore di Alt Reich e Stati falliti, sistemi al collasso
@martinshawx @GeorgeMonbiot @NafeezAhmed @dirkmoses @GhassanAbuSitt1 @ProfRGWilkinson @ProfKEPickett @nntaleb
@JMontomoli @FranceskoNew @katiaamore
@emergency_ong
@ilfattoblog @fattoquotidiano @repubblica @Corriere @Gazzettino @ilmanifesto @_MicroMega_ @valigiablu
@Feltrinelli_ @Mondadori @feltrinellied @GiuntiEditore @adelphiedizioni @editorilaterza @edizpiemme @NewtonCompton @MarsilioEditori @FaziEditore
#gaza #GENOCIDIO #empatia #empatiaselettiva #occidente
Roberto De Vogli retweeted
Trump got an apology. Gaza got silence: Why I quit as a BBC correspondent (My latest piece) thenational.scot/politics/25…
By Bassam Bounenni
The BBC swiftly conceded its clash with Donald Trump, predictably, by apologizing for a grave professional lapse that could have been easily avoided. Yet this misstep, among others, pales beside the far greater wrong the corporation inflicted upon an entire nation.
Back on October 12, 2023, the editorial meeting was routine, despite Hamas’s attacks the previous Saturday. Tunisia was set to host the world’s first anti-Israel demonstration, and I was assigned to cover it live for the Arabic service. But just before my scheduled broadcast, London went silent. I waited thirty minutes. Then came a terse reply: “All requests have been dropped.”
Over the weekend, the BBC issued an apology for labeling London demonstrators as Hamas supporters.
These weren’t the first incidents. Forty-eight hours after October 7 attacks, I was asked to travel to Djerba to interview members of Tunisia’s Jewish community. I refused. Such a request risked stigmatizing citizens simply for being Jewish and could have exposed them to danger.
Editorial meetings grew tense. The coverage was far from balanced. A Palestinian “dies,” but an Israeli “is killed.” “Clashes” replaced “bombardments.” “Conflict” replaced “siege.” Context vanished. Warnings about war crimes were softened or buried. Pro-Israel voices spoke freely, rarely challenged. International law was treated as optional.
Then came chilling news: six Arabic service journalists were being targeted by a forthcoming Telegraph article accusing them of supporting Hamas, based on social media activity scrutinized by the Committee for Accuracy in Middle East Reporting and Analysis, a pro-Israel group. Management offered no defense. Meanwhile, it shielded the identity of Huw Edwards, a prominent presenter accused of misconduct. Nada Abdel Samad, a veteran correspondent in Beirut, saw her 25-year career reduced to a single “like” on a tweet.
On October 16, International Chief Correspondent Lyse Doucet speculated about Hamas using civilian infrastructure—a claim Israel has never substantiated. Less than 24 hours later, an Israeli airstrike obliterated Gaza’s Baptist Hospital, killing and injuring hundreds.
The next morning, an email from the Board landed with chilling finality: “No one who has watched or listened to the harrowing reports over the last ten days could be left in any doubt about the horror brought about by Hamas’s attack on defenseless civilians in Israel.” Then came the sentence that shattered any illusion of integrity: “As this war continues, with so many deaths of innocent civilians in both Israel and Gaza.” A line that dared to equate the oppressed with the oppressor, the besieged with the besieger.
By October 18, Israel had already killed over 4,200 PalestiniansAnd yet, the language remained symmetrical, sanitized, evasive.
That was the breaking point. I resigned, effective immediately. My conscience no longer allowed compromise.
What I witnessed in those eleven days was only a glimpse of what the BBC would go on to do. Every day since has confirmed my decision was right.
The BBC, longconsidered a beacon of journalistic integrity, has fallen far. During the war in Ukraine, journalists spoke with moral clarity. But when it came to Gaza, the compass vanished. Even the basics were missing. When a UN investigation found no credible evidence that 12 UNRWA employees were involved in the October 7 attacks, the BBC sidestepped the exoneration, spotlighting instead a boilerplate call for “improved neutrality.”
The organization refused to air a documentary narrated by the son of a Hamas official—then published the child’s photo online, violating the duty to protect minors. The G-word—genocide—became taboo. South Africa’s address before the International Court of Justice wasn’t broadcast. Israel’s rebuttal was.
When Israel killed Al Jazeera’s Anas Al Sharif and four colleagues in August, a BBC piece read: “there is the question of proportionality. In targeting Sharif, the IDF killed four other Al Jazeera journalists with no suggestion of any links to Hamas.” A medieval logic, fit for rituals of vengeance.
Before her resignation, BBC News CEO Deborah Turness wrote that it had been “almost two years since October 7 when the world witnessed Hamas’s atrocities,” as if the thousands of Palestinian deaths since then did not count. In a final act, the BBC allowed a team to embed with the Israeli military in Gaza—on the condition that all footage be vetted by Israeli censors.
The BBC is not alone. The BBC is not alone. Australia’s ABC fired Antoinette Latouf for sharing a Human Rights Watch video accusing Israel of using starvation as a weapon of war. France’s David Pujadas once asked whether a civilian in Gaza should be treated the same as an Israeli. That is not journalism. That is moral collapse.
This is not about personal grievance. It is about conscience. And that is why I believe the BBC—and many Western media outlets—owe the people of Gaza an apology. Not just for their silence, but for the consent they helped manufacture to justify the unjustifiable: a genocide.
Roberto De Vogli retweeted
A vital letter at The Lancet, detailing the catastrophic health crisis in Gaza, while lamenting the selective silence and inaction of public health, medical, and social science associations.
thelancet.com/journals/lance…
@roberto_devogli @JMontomoli @GhassanAbuSitt1 #IlanPappe
Roberto De Vogli retweeted
Roberto De Vogli has written a very good book: Managing and preventing pandemics: lessons from COVID-19. It reviews the successes and failures of different countries in responding to COVID. See this fine review in The Lancet
thelancet.com/callback?red_u…
Roberto De Vogli retweeted
🚨The Lancet: Life Expectancy in Gaza Plummets by 35 Years , A Genocide Unfolding
The medical journal The Lancet has published a devastating report indicating that life expectancy at birth in Gaza has declined by 35 years in 2024 alone an unprecedented collapse, surpassing even the figures recorded during the Rwandan genocide.
Roberto De Vogli retweeted
An important and eloquent letter from our friend and colleague, Roberto De Vogli - please read and share
Break the selective silence on the genocide in Gaza - The Lancet thelancet.com/journals/lance…
Roberto De Vogli retweeted
Life expectancy in Gaza dropped by around 35 years in 2024
——
According to a letter published in The Lancet titled “Break the selective silence on the genocide in Gaza,” citing a 2024 study titled “Life expectancy losses in the Gaza Strip during the period October 2023, to September 2024,” life expectancy at birth in Gaza is estimated to have dropped by approximately 35 years in 2024. This represents a sharper decline in longevity than that recorded during the Rwandan genocide, when life expectancy fell from 42.9 years in 1993 to 12.2 years in 1994.
Before Israel’s genocidal war on Gaza, the average life expectancy in the territory was 72.9 years.
About 40% of Gaza’s population is 14 years old or younger, and as of 2020, the territory’s median age was just 18. According to the CIA World Factbook, this places Gaza among the 20 youngest populations in the world.
Roberto De Vogli retweeted
An article by The Lancet reports a severe public health crisis in Gaza, with starvation, malnutrition, and a collapse in life expectancy, down by 35 years in 2024.
Gaza now has the highest rate of child deaths and amputations globally. Its healthcare system has been decimated by hundreds of attacks, and it leads in fatalities among health workers, UN staff, and journalists.
The article condemns the use of starvation as a weapon of war and notes that leading human rights bodies have recognized the situation as genocide. Yet, most health and academic institutions remain silent, showing a double standard compared to other wars like Ukraine.
An open letter calling for recognition of the genocide gathered over 3,300 signatures and led major public health groups to issue a joint statement. The article concludes by urging the global health and academic community to break their silence and take a moral stand.
Roberto De Vogli retweeted
“Life expectancy at birth reportedly declined by approximately 35 years in 2024. This represents a greater collapse in longevity than that recorded during the genocide in Rwanda, where life expectancy at birth declined from age 42·9 years in 1993 to age 12·2 years in 1994.”
Roberto De Vogli retweeted
This article in leading peer-reviewed medical journal The Lancet clearly shows how Israel is committing genocide in Gaza.
Life expectancy in Gaza declined by 35 years in 2024. This is "a greater collapse in longevity than that recorded during the genocide in Rwanda".
Link: thelancet.com/journals/lance…
Roberto De Vogli retweeted
Break the selective silence on the genocide in Gaza - The Lancet thelancet.com/journals/lance…
Roberto De Vogli retweeted
Break the selective silence on the genocide in Gaza - The Lancet thelancet.com/journals/lance…
Out letter with @roberto_devogli @GhassanAbuSitt1 and #ilanpappe juat published on @TheLancet
Roberto De Vogli retweeted
“L’#Oms ci ha fregato”: perché la strategia di #Trump e dei suoi è autolesionistica ilfattoquotidiano.it/2025/01… via @fattoquotidiano @roberto_devogli
Roberto De Vogli retweeted
I cambiamenti climatici hanno un impatto diretto sulla nostra salute, evidenziando l'urgenza di strategie integrate tra sanità e sostenibilità ambientale
#climatechange #sanità #sostenibilità
Leggi l'intervista a @roberto_devogli👇
trendsanita.it/sostenibilita…
Roberto De Vogli retweeted
Usa 2024, i dem hanno preferito il suicidio (politico) piuttosto che votare un genocidio ilfattoquotidiano.it/2024/11… via @fattoquotidiano @roberto_devogli #trump #KamalaHarris
Roberto De Vogli retweeted
Gli operatori hanno visto “un disagio psichiatrico quasi universale nei bambini piccoli"
@roberto_devogli #Gaza
ilfattoquotidiano.it/2024/10…
Roberto De Vogli retweeted
Un importante libro sulla pandemia, che evidenzia gli errori "letali" fatti nella gestione del #COVID19 a suon di minimizzazione e disinformazione, e prova a trarne una lezione per la prossima sfida pandemica (che si spera verrà affrontata maggiormente... cum grano scientiae!)
👇
The book "Managing and Preventing Pandemics: Lessons from COVID-19" is published today.
It addresses questions such as: What have we learned from COVID-19? How many lives could have been saved? What can we do to prevent the next pandemic?
amazon.com/Managing-Preventi…
Roberto De Vogli retweeted
#Gaza, la stima dei morti fatta da The Lancet smentisce scientificamente i media mainstream ilfattoquotidiano.it/2024/07… via @fattoquotidiano @roberto_devogli



























